Duecento settantadue gol in carriera, le ginocchia che reclamano la borsa del ghiaccio già dopo i primi calci, ma la lucidità e il piglio di chi non ha perso nulla della sua visione del calcio. Christian Vieri, ambasciatore del calcio italiano negli Stati Uniti insieme a una squadra di campionissimi, concede una lunga intervista alla vigilia di una serata di gala tra leggende italiane e americane. Il risultato è un affresco schietto, a tratti scomodo, sul presente e sul futuro del calcio di casa nostra.
IL RIMPIANTO BIANCONERO - Tra tutti i temi toccati da Vieri, quello più diretto riguarda la Juventus e la gestione di Dušan Vlahović. Per Bobo il verdetto è netto: il serbo andava trattenuto a qualunque costo. «Un attaccante che torna dopo un infortunio e segna quattro gol nelle ultime quattro partite di campionato per me lo è eccome», risponde senza incertezze alla domanda se Vlahović sia stato davvero un grande centravanti. «Se non si fosse fatto male, saltando tante partite, la Juve entrava in Champions League facile». E sul suo eventuale sostituto, Sorloth, la sentenza è altrettanto tranchant: «Buon attaccante, ma se non giocava nell'Atletico Madrid perché dovrebbe fare la differenza da noi? Meglio Kolo Muani, ma meglio ancora Vlahović. Io avrei fatto di tutto per tenerlo. Piuttosto che spendere per giocatori non da Juventus, meglio accontentarlo sull'ingaggio e pentirsene meno».
PALESTRA, IL FUTURO È ADESSO - Poi arriva la sentenza su Marco Palestra, il laterale cresciuto nel vivaio dell'Atalanta e oggi oggetto del desiderio di mezza Europa. Per Vieri non ci sono margini di dubbio: «Il livello è quello. Sarebbe un grandissimo acquisto, è il giocatore del futuro». Parole che cadono in un momento in cui – l'Atalanta tiene il punto sulla valutazione di 50 milioni e le grandi d'Europa attendono il via libera della Dea – suonano quasi come una chiamata alle armi per i club più ambiziosi.
INTER E NAPOLI DAVANTI A TUTTI - Sulle gerarchie della prossima stagione in Serie A, Vieri non lascia spazio ad ambiguità: Inter e Napoli le vede sopra le altre, con candidature solide anche in Europa. Su Cristian Chivu, tecnico nerazzurro, giudizio lusinghiero: «Ha raccolto una squadra mentalmente distrutta dal 5-0 della finale di Champions, e ha saputo ridare tranquillità, fare turnover, dare spazio a ragazzi come Pio, Sucic e Bonny. Ha gestito tutto con intelligenza. E in più ha vinto». Il Napoli, invece, è candidato allo scudetto per la solidità della società e la qualità del parco giocatori, con Allegri indicato come fattore determinante nella corsa al titolo.
MILAN, IL NODO CENTRAVANTI - Capitolo Milan: per Vieri la mancata qualificazione Champions degli ultimi mesi racconta una storia sola, quella di un club senza un vero bomber da top ten mondiale. «Se non hai un grandissimo centravanti non vinci», ripete come un mantra. Sul caso Rafael Leão, che si sarebbe lamentato dell'utilizzo nel ruolo di prima punta da parte di Allegri, Bobo taglia corto: «Non mi piacciono le scuse. Doveva riuscire a fare la differenza in qualche modo. Ti mettono al centro? Cerchi e trovi comunque il tuo spazio». E a chi scarica colpe sull'allenatore replica con una domanda retorica: «Possibile che nessuno tra Pioli, Fonseca, Conceição e poi Allegri abbia trovato la chiave? Serve chi scende in campo e dà di più».
ITALIA, I PROBLEMI VERI - Il tema Mondiale mancato affiora inevitabilmente. Vieri non aggredisce Gennaro Gattuso, il suo ex compagno di Nazionale oggi sulla panchina azzurra, ma allarga il perimetro della responsabilità. «Di difendere Rino non me ne frega niente, ma possibile che Spalletti non fosse buono, Mancini nemmeno e Gattuso neppure? Forse non è colpa dei commissari tecnici: puoi metterci chi vuoi, ma senza cambiamenti strutturali nessuno riuscirebbe nell'intento» – come riporta La Gazzetta dello Sport – «È il sistema che non funziona, servono regole, riforme». E poi elogia chi invece ci sta provando: l'Inter per come ha lanciato Pio Esposito, il Catanzaro di Aquilani per aver puntato sugli italiani, gli azzurrini dell'Under 17 per la finale continentale. «I giovani bravi ci sono. Il punto è saperli crescere bene».
MONDIALE, LA PREVISIONE - Sguardo infine al torneo che si apre tra poche settimane. Vieri indica la Francia come favorita numero uno per qualità e profondità di rosa, poi l'Argentina di Messi, Lautaro e Álvarez, il Brasile di Ancelotti e le solite potenze europee. Come possibile sorpresa indica il Marocco. Una previsione attesa, ma pronunciata con la stessa sicurezza di chi, quei palcoscenici, li ha calcati davvero.
Il resto — la borsa del ghiaccio alle ginocchia, la palestra dell'hotel alle sei di mattina, la chiacchiera in inglese e spagnolo coi colleghi d'oltreoceano — è il ritratto di un uomo che con il calcio ha fatto pace da tempo, ma che sul calcio non smette di avere idee precise come un gol di rapina nell'area piccola.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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