Cinque anni non bastano a cancellare la memoria. Quando Christian Eriksen si è accasciato sul terreno di gioco durante l'amichevole tra la Danimarca e l'Ucraina, il tempo è sembrato tornare indietro fino a quella sera di giugno 2021 a Copenaghen, quando un arresto cardiaco aveva fermato tutto e tutti allo Stadio Parken, davanti al mondo intero che guardava con il fiato sospeso. Stavolta il contesto era diverso — una partita senza posta in palio, la vigilia di un Mondiale — ma le immagini hanno evocato gli stessi sentimenti di quel momento. Il calcio si è di nuovo fermato.

COSA È SUCCESSO - Sul punteggio di 2-1 per i danesi, intorno al 65° minuto, Eriksen è caduto a terra improvvisamente. Il gioco è stato immediatamente sospeso, i compagni di squadra e gli avversari hanno circondato il giocatore, le telecamere sono state distolte dal campo. Pochi minuti dopo, lo stadio ha iniziato ad applaudire: il segno che la situazione non era precipitata nel peggiore degli scenari. Secondo quanto riportato da più fonti presenti a bordo campo, il centrocampista si è rialzato ed è stato accompagnato verso il tunnel, con la moglie Sabrina che era scesa sul rettangolo di gioco per stargli vicino. La partita non è ripresa.

LA COMUNICAZIONE DELLA FEDERAZIONE - Il comunicato della federazione danese ha offerto la prima, parziale, rassicurazione: «Christian Eriksen è cosciente e, nelle circostanze, si sente relativamente bene. La partita è stata annullata». Parole misurate, come si conviene in momenti che richiedono prudenza prima di ogni altra cosa, ma sufficienti a stemperare la tensione più acuta sugli spalti e davanti agli schermi di chi stava seguendo l'incontro.

IL PRECEDENTE DEL 2021 - Il fantasma di Copenaghen è inevitabile e comprensibile. Nella gara d'esordio dell'Europeo 2020 contro la Finlandia, Eriksen aveva subito un arresto cardiaco che aveva costretto all'interruzione prolungata del match e, successivamente, all'impianto di un defibrillatore sottocutaneo. Una vicenda che aveva messo a rischio la sua carriera, poi ripresa con straordinaria determinazione: prima al Brentford, poi al Manchester United, infine al Wolfsburg, dove nella stagione 2025-26 il trentaquattrenne ha continuato a figurare tra i protagonisti del calcio internazionale, contribuendo anche alle convocazioni in nazionale di altri giocatori impegnati in questo periodo di sosta.

IL RITORNO IN CAMPO - La storia di Eriksen dopo il 2021 è stata raccontata spesso come una delle più potenti del calcio contemporaneo. Un giocatore che aveva imparato a convivere con un defibrillatore impiantato nel petto, che aveva scelto di non fermarsi, che aveva trovato club disposti a scommettere sulla sua professionalità e sul suo talento. Quella scelta di non mollare aveva restituito al calcio uno dei centrocampisti più eleganti della sua generazione, già capace di lasciare il segno all'Inter e al Tottenham Hotspur prima che la vita gli mettesse di fronte una sfida ben più grande di qualsiasi partita. Tra i suoi compagni di nazionale che hanno vissuto in diretta questo nuovo momento di apprensione c'è anche Joakim Maehle, ex nerazzurro e presenza fissa nella rosa danese.

Il calcio adesso attende notizie. Con la speranza che, come cinque anni fa, uno sport capace di emozionare e a volte di spaventare possa di nuovo respirare e tornare a parlare di calcio giocato.

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Sezione: Altre news / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 20:42
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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