L'Atalanta di Maurizio Sarri è ancora un cantiere, e nessuno a Zingonia si nasconde dietro formule diverse. Servirà tempo per smontare dieci anni di un'idea di calcio costruita su altri principi – i nove della gestione di Gian Piero Gasperini, poi la stagione firmata Ivan Jurić e Raffaele Palladino – e le prime tre uscite stagionali servono soprattutto a misurare la distanza tra il progetto e il campo.
IL PRIMO CICLO DI TEST - Clusone contro l'Under 23, poi il Centro Bortolotti con Mantova e Arezzo, entrambe formazioni di Serie B: un percorso in cui qualche segnale di evoluzione si è visto, favorito anche dal rientro progressivo dei reduci dal Mondiale. Il match con i toscani, però, ha restituito due squadre diverse nell'arco di novanta minuti. Nella prima frazione, chiusa sotto di due gol, i reparti erano lontani e i meccanismi ancora abbozzati, con l'Arezzo più vivo e più dentro alla partita. Nella ripresa è arrivata la scossa: ritmo, fraseggio più pulito, verticalità e la rimonta fino al 3-2. Tutto perfettamente compatibile con il calcio di luglio e con i carichi di lavoro, ma indicativo di quanto resti da fare per Sarri.
ORA LE AMICHEVOLI INTERNAZIONALI - Da qui in avanti il livello si alza. Domenica 2 agosto c'è il Feyenoord a Rotterdam, sabato 8 lo Schalke 04 a Gelsenkirchen, poi l'Athletic Bilbao il 14 agosto a Bergamo. Tre appuntamenti che dovranno fornire risposte più nette in vista dell'avvio ufficiale tra Conference League e campionato.
EDERSON E LA NUOVA MEDIANA - Il centrocampo è il reparto che ha già mostrato le indicazioni migliori. Ederson, rientrato in anticipo dalle ferie e con pochissime sedute nelle gambe, si è presentato in condizione sorprendente: gol su servizio di Daniel Maldini con un inserimento fulmineo, altre due occasioni sfiorate, e un'interpretazione del ruolo di mezzala sinistra già aderente alle richieste del tecnico. Muscoli, corsa e attacco dell'area senza palla: una certezza immediata. Buoni riscontri anche da Lazar Samardžić da interno destro, con idee interessanti accanto a qualche amnesia in fase di copertura, mentre Gianluca Gaetano ha diretto con lanci puliti e geometrie ordinate, salvo abbassare troppo il proprio raggio d'azione. Rimandato invece Nicola Zalewski, uscito prima dell'intervallo e ancora estraneo ai movimenti da mezzala: la sua duttilità, però, gli apre la corsia esterna nel tridente. La sorpresa vera è Ibrahim Sulemana, dato in partenza dalle voci di mercato e invece deciso nei duelli e chirurgico nella conclusione dell'1-2.
LA DIFESA DA REGISTRARE - Il passaggio dalla difesa a tre alla linea a quattro è il capitolo più delicato, e i primi svarioni erano preventivati. Contro l'Arezzo hanno agito prima Scalvini e Djimsiti, poi Kossounou e Obric, mentre ai terzini è richiesto un equilibrio sottile: attaccare gli spazi senza scoprirsi e gestire con prudenza le linee di passaggio – come sottolinea L'Eco di Bergamo – perché ogni palla persa, come quella di Bernasconi sul primo gol, lascia le retrovie in balìa delle ripartenze. Segnali incoraggianti nella ripresa da Honest Ahanor a sinistra: aggressivo nei contrasti, continuo nel pressing e più giudizioso nella scelta dei tempi.
DAVANTI, KRSTOVIĆ CONVINCE - Gianluca Scamacca è apparso ancora legnoso e indietro di condizione, cosa fisiologica a fine luglio. Meglio Nikola Krstović, entrato a gara in corso e già dentro i meccanismi: gol di testa, conclusioni ripetute, pressing e attacco della profondità. Giacomo Raspadori, largo a sinistra, ha cercato spesso il movimento verso il centro senza brillare ma restando nel vivo della manovra. Buon impatto per il giovane Dominic Vavassori, capace di strappi e di uno contro uno, e per Maldini, autore di due assist: peccato che le voci lo indichino in uscita, con Cagliari, Sassuolo e Parma alla finestra.
Il vero verdetto, però, arriverà dall'Olanda in poi. Perché contro un avversario di caratura europea nessuna squadra può permettersi di giocare un tempo solo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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