Andrea Pirlo non sarà il commissario tecnico della Nazionale, e il dietrofront rischia di travolgere l'intera area tecnica federale. Il presidente Giovanni Malagò non ha dato il via libera a procedere, fermando tutto: una decisione maturata nella giornata di domenica 26 luglio che ora mette in discussione anche il binomio Paolo Maldini-Leonardo in FIGC.

IL NODO FONBET - A far saltare l'operazione è stato il legame dell'ex regista con la piattaforma russa di scommesse sportive. L'allenatore e i suoi legali avevano tentato di chiarire la propria posizione, ma le pressioni politiche hanno avuto la meglio. Nella stessa giornata l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto l'oscuramento di 293 nuovi siti, tra cui tre riconducibili proprio a Fonbet, portando a 12.448 il totale dei domini inibiti.

GLI INCONTRI CANCELLATI - Il segnale definitivo è arrivato dal calendario: gli appuntamenti fissati a Roma per oggi, lunedì 27 luglio, utili a definire la rescissione con lo United FC e la successiva firma con la Federazione, non si sono più tenuti. Un annullamento che ha certificato quanto era già maturato nelle ore precedenti.

LE PAROLE DI PIRLO - Il diretto interessato ha rotto il silenzio su Instagram: «Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della nazionale italiana». Nel messaggio rivendica di aver sempre lavorato nel rispetto delle leggi dei Paesi in cui ha operato, definendo la collaborazione contestata — nata nell'ambito della sua esperienza negli Emirati Arabi Uniti — di natura esclusivamente commerciale e sportiva: «Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono». Poi il ringraziamento ai due dirigenti e la chiusura: «L'amore per l'Italia non dipende da un incarico».

LO SCONTRO CON ABODI - Sul caso è intervenuto il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha parlato di una notizia che si commenta da sola e di una brutta figura da recuperare. Immediata la replica del numero uno federale: «Sto lavorando, a breve saprete tutto. Un nome arriverà a breve. Brutta figura? Bisogna vedere chi l'ha fatta». Poco dopo il chiarimento, ancora più tagliente: «Ognuno è libero di interpretare. Il mondo di Andrea Abodi, con cui peraltro i rapporti sono eccezionali, forse è uno di quei mondi che non potrebbe parlare di brutte figure, perché ce ne sono state tante da tante parti».

MANCINI E CONTE FUORI DAL PROGETTO - Il punto vero, però, riguarda il dopo. Né Roberto Mancini, in corsa già prima dell'arrivo dell'ex capitano rossonero, né Antonio Conte risultano compatibili con il tipo di percorso immaginato dai due dirigenti, che proprio sull'ex regista avevano costruito la propria idea. Se la Federazione dovesse virare su un profilo non condiviso, le dimissioni diventerebbero uno scenario tutt'altro che remoto: un epilogo che rimescolerebbe di nuovo tutta la griglia dei candidati.

IL VERTICE DELLE 18 - La giornata si è chiusa con l'incontro nella sede federale tra il presidente e i rappresentanti delle varie componenti del calcio italiano, dalla Serie A ai dilettanti, passando per Assocalciatori, allenatori e arbitri. All'uscita dalla Lega Nazionale Dilettanti, l'anticipazione: «Non posso dire niente, domani ci saranno novità».

Ventiquattr'ore, dunque, per capire chi guiderà l'Italia. E, forse, anche chi resterà a decidere: perché il progetto che sembrava definito una settimana fa è ormai tutto da riscrivere, come già accaduto con l'ipotesi Guardiola.

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Sezione: Italia / Data: Lun 27 luglio 2026 alle 23:02
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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