La panchina della Nazionale resta vuota e il caso si trasforma in crisi istituzionale. Andrea Pirlo non sarà il commissario tecnico dell'Italia: nonostante il tentativo dell'allenatore e dei suoi legali di chiarire la posizione legata al legame con una piattaforma russa di scommesse sportive, le pressioni politiche hanno spinto il presidente della FIGC Giovanni Malagò a non concedere il via libera, fermando l'intera operazione.

SALTATI GLI INCONTRI DI ROMA - Il segnale più netto arriva dall'agenda: i faccia a faccia previsti per lunedì 27 luglio nella capitale, utili a definire la rescissione con lo United FC e la successiva firma con la Federazione, non si terranno più. Un dietrofront maturato nella giornata di domenica 26, che ribalta uno scenario che sembrava ormai avviato dopo le settimane di attesa per la risposta di Pep Guardiola.

LE PAROLE DELL'ALLENATORE - Il diretto interessato ha rotto il silenzio su Instagram: «Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della nazionale italiana». Il tecnico ha rivendicato di aver sempre lavorato nel rispetto delle leggi dei Paesi in cui ha operato, definendo la collaborazione finita al centro delle polemiche come nata nel suo percorso professionale negli Emirati Arabi Uniti e di natura esclusivamente commerciale e sportiva. Poi il ringraziamento ai due dirigenti per la stima dimostrata e la chiusura più amara: «L'amore per l'Italia non dipende da un incarico».

IL FUTURO DI MALDINI E LEONARDO - La decisione rischia di travolgere anche il binomio dirigenziale – riferisce gianlucadimarzio.com –. Qualora venisse nominato un tecnico non in linea con il loro progetto, Paolo Maldini e Leonardo potrebbero rassegnare le dimissioni già nella giornata di lunedì. E il quadro non aiuta: né Roberto Mancini né Antonio Conte, entrambi tra i papabili, risultano compatibili con l'idea tecnica per la quale i due avevano individuato proprio l'ex regista, come emerso fin da i primi sondaggi federali.

LO SCONTRO CON ABODI - Sul caso è intervenuto il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, secondo cui la vicenda si commenta da sola e ora c'è da recuperare da una brutta figura. Secca la replica del numero uno federale: «Brutta figura? Bisogna vedere chi l'ha fatta». Rientrato poi nella sede della FIGC per l'incontro delle 18 con i rappresentanti di tutte le componenti del calcio italiano, ha precisato che ognuno è libero di interpretare a chi si riferisse, aggiungendo che il mondo del ministro non è forse quello più titolato a parlare di brutte figure. Sul nome del prossimo commissario tecnico, l'unica certezza è la promessa: domani ci saranno novità.

GLI ALTRI SVILUPPI - Sullo sfondo, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto l'oscuramento di 293 nuovi siti, tre dei quali riconducibili al colosso russo delle scommesse di cui l'allenatore è testimonial. Mentre l'ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov ha espresso solidarietà a Pirlo, parlando di ostracismo nei suoi confronti.

Un tavolo saltato, un progetto tecnico appeso a un filo e una panchina ancora senza padrone: l'Italia riparte da zero, di nuovo.

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Sezione: Italia / Data: Lun 27 luglio 2026 alle 17:16
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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