Il calciomercato di gennaio è storicamente la fiera delle correzioni, il momento in cui le società provano a cancellare con un colpo di spugna (e di bonifico) gli errori di valutazione estivi. Ma per l'Atalanta, e parallelamente per la Fiorentina, questa sessione invernale nasce sotto una cattiva stella per quanto riguarda il reparto avanzato. C'è un intoppo burocratico, una gabbia regolamentare che rischia di trasformare due investimenti onerosi in pesi da trascinare obbligatoriamente fino a giugno. Nikola Krstovic e Roberto Piccoli, costati circa 25 milioni di euro a testa, sono tecnicamente inamovibili, bloccati da una norma FIFA che non ammette deroghe nemmeno di fronte alle difficoltà tecniche.
LA TRAPPOLA DEL "DUE SU TRE" – Il nodo è puramente normativo e non lascia scampo. Il regolamento internazionale stabilisce che un calciatore può essere tesserato per un massimo di tre club in una singola stagione sportiva, ma può scendere in campo in gare ufficiali soltanto per due di essi. Qui scatta la trappola: Krstovic ha iniziato la stagione accumulando minuti con il Lecce prima di trasferirsi a Bergamo, così come Piccoli ha giocato con il Cagliari prima di approdare a Firenze. Risultato? Nessuno dei due può vestire una terza maglia nell'annata 2025-2026. L'unica, improbabile, via d'uscita sarebbe il ritorno ai club di provenienza, ma è uno scenario di difficile realizzazione. Dunque, niente prestiti altrove per rilanciarsi: devono restare dove sono.
KRSTOVIC, L'ORFANO DI JURIC – La situazione in casa nerazzurra si fa delicata. Il montenegrino era stato il colpo voluto fortemente da Ivan Juric, l'ariete su cui costruire il reparto. Ma con il naufragio del progetto croato e l'avvento di Raffaele Palladino, le gerarchie si sono ribaltate. Il nuovo tecnico ha ritrovato uno Scamacca tirato a lucido e ha idee tattiche diverse. Krstovic, fermo a quota 2 gol e apparso spesso in difficoltà nell'ambientarsi in una big, rischia di finire ai margini. Se prima si poteva ipotizzare una cessione temporanea per fargli ritrovare fiducia e minutaggio, ora Palladino dovrà fare di necessità virtù: sarà costretto a lavorare psicologicamente su un giocatore che sa di essere chiuso, ma che non ha vie di fuga.
L'INCUBO VIOLA DI PICCOLI – Se a Bergamo c'è preoccupazione, a Firenze c'è il dramma sportivo. Anche Piccoli, ex prodotto del vivaio atalantino, è bloccato nella stessa impasse. Arrivato in Toscana con l'ambizione di migliorare il sesto posto sotto la guida di Pioli, si ritrova ora ultimo in classifica con appena 9 punti e con Paolo Vanoli in panchina. Anche per la Fiorentina, liberarsi di un investimento che non sta rendendo è impossibile.
La morale di questa storia è una lezione severa per i direttori sportivi: spendere tanto non è sempre sinonimo di acquisto azzeccato, e le dinamiche del mercato moderno richiedono una pianificazione che va oltre il semplice talento. L'Atalanta si tiene Krstovic: starà a Palladino trasformare questo "obbligo" in una risorsa per la seconda parte di stagione.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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