Il conto alla rovescia è cominciato. Massimiliano Allegri ha già stretto la mano ad Aurelio De Laurentiis — nel senso più concreto del termine — e il biennale che lo lega al Napoli esiste sul piano dell'intesa totale tra le parti. Eppure il tecnico livornese non è ancora libero di firmare, perché prima deve chiudere i conti con il suo passato rossonero. Tutto si gioca nelle prossime ore, con la risoluzione del contratto che lo vincola al Milan considerata ormai imminente.
IL NODO MILAN - Allegri è tecnicamente ancora un dipendente del Diavolo: il contratto siglato la scorsa estate lo lega al club di via Aldo Rossi fino al 30 giugno 2027, e l'esonero arrivato all'indomani dell'ultima giornata di campionato — con la squadra fuori dalla zona UEFA Champions League — non ha annullato gli obblighi economici residui. Da giorni i legali delle due parti trattano sulla buonuscita, con posizioni che hanno faticato a trovare un punto di contatto: il Milan ha offerto una cifra simbolica, nell'ordine di 500mila euro, mentre l'entourage del tecnico reclama circa 5 milioni lordi complessivi, tra compenso personale e sistemazione dello staff. Nelle ultime ore, secondo quanto segnala Eurosport, Allegri avrebbe dato il via libera ai suoi rappresentanti a rinunciare a una o due mensilità pur di sbloccare l'impasse, e la fumata bianca potrebbe arrivare già nella giornata di oggi.
IL RETROSCENA DELLA SCELTA - La preferenza del presidente partenopeo per il tecnico livornese non è un fulmine a ciel sereno. De Laurentiis inseguiva Allegri già nella primavera del 2025, quando Antonio Conte decise di proseguire il suo ciclo azzurro dopo il quarto scudetto. Il destino si è ripresentato un anno dopo, stavolta senza ostacoli sentimentali dal lato del mister. Nel rush finale di una trattativa a tre — con Vincenzo Italiano in corsa fino all'ultimo — il patron napoletano ha deciso intorno alla una di notte, avvisando Allegri direttamente mentre si trovava a Pescara per il Premio Giovanni Galeone: i retroscena che hanno cambiato tutto nel duello con Italiano raccontano di una corsa serrata e di un epilogo deciso in pochi minuti.
IL CONTRATTO E I NUMERI - L'accordo con il Napoli prevede un biennale con opzione per il terzo anno, legata al raggiungimento di obiettivi di vertice. L'ingaggio si attesta tra i 4,5 e i 5 milioni netti a stagione, cifra che colloca Allegri tra i tecnici meglio retribuiti del campionato. Sul tavolo dell'incontro che seguirà la firma — già programmato con il direttore sportivo Giovanni Manna — ci sarà la pianificazione del mercato estivo, con il nome di Adrien Rabiot che circola come possibile rinforzo gradito all'allenatore.
UN'EREDITÀ PESANTE - Raccogliere la panchina di Conte equivale a raccogliere quella di chi ha ridisegnato i parametri del calcio a Napoli. Allegri lo sa e non è tipo da retorica degli annunci: il confronto con quanto fatto dal predecessore leccese è inevitabile, ma il tecnico livornese vanta un curriculum che regge qualsiasi paragone. Dodici anni fa prese la Juventus subentrando proprio a Conte, e la condusse a cinque scudetti consecutivi. Stavolta il contesto è diverso, la città è sempre la stessa — esigente, appassionata, senza mezze misure — e le aspettative non saranno inferiori.
Lo scenario che si va delineando riporta la mente al grande domino di panchine che questa estate ha ridisegnato la Serie A: mentre Napoli chiudeva con Allegri, Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli sistemavano i dettagli dell'accordo con l'Atalanta, scrivendo un altro capitolo di un'estate tecnica tra le più movimentate degli ultimi anni.
A Napoli preparano già i comunicati, la città trattiene il respiro. L'ufficialità dipende soltanto da un accordo burocratico che, nelle intenzioni di tutti, non dovrebbe tardare oltre le prossime ventiquattro ore.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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