La chiamata alle armi del calcio italiano rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro. Paolo Maldini e Leonardo continuano a spingere con decisione sulla candidatura di Andrea Pirlo, arrivando persino a ventilare un passo indietro dopo il tramonto del sogno Guardiola.

Giovanni Malagò, però, non appare convinto. Dopo aver analizzato il dossier insieme all'ufficio legale, oggi ascolterà il parere delle componenti federali nella riunione informale già programmata da giorni. Se non emergerà una posizione condivisa con i dirigenti del Club Italia, il presidente è pronto a decidere in piena autonomia. L'obiettivo è arrivare al Consiglio Federale di domani con il nome del nuovo commissario tecnico già definito.

Pirlo sempre più lontano dalla panchina azzurra - Le quotazioni di Andrea Pirlo sono in netto calo. L'ex regista, attualmente in ritiro in Austria, non ha ancora risolto il contratto con il club arabo ed è inoltre global ambassador di Fonbet, società russa di scommesse legata alla proprietà dello United FC Dubai.

Ieri la sua squadra ha pareggiato 1-1 in amichevole a Salisburgo, incassando il gol di Haris Tabakovic, lo stesso attaccante bosniaco che il 31 marzo aveva trascinato ai supplementari l'Italia guidata da Gennaro Gattuso.

Il nodo Fonbet pesa sulla candidatura - Più dell'inesperienza, a frenare Pirlo è soprattutto la questione legata a Fonbet. Maldini e Leonardo difendono con forza la candidatura dell'ex centrocampista, interpretando come attacchi personali le critiche arrivate dal mondo politico.

Per Malagò, invece, la nomina sarebbe inopportuna. Il presidente è impegnato nel confronto con il Governo sulle riforme richieste dal calcio italiano e ritiene che la Nazionale abbia bisogno di una figura autorevole e inattaccabile sul piano istituzionale. Non a caso il ministro Andrea Abodi ha definito Pirlo una scommessa.

Il rischio di un messaggio sbagliato - Le ombre legate alla Russia e al mondo delle scommesse rappresentano un ulteriore ostacolo. Anche un'eventuale rescissione del contratto non cancellerebbe le perplessità, soprattutto dopo gli scandali che hanno coinvolto Sandro Tonali e Nicolò Fagioli e le campagne promosse da AIC, AIAC e Leghe contro ludopatia e match-fixing.

Nel confronto odierno, Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri dovrebbero ribadire la necessità di tutelare l'immagine della Federazione e rispettare il percorso condiviso per evitare nuove tensioni istituzionali.

Mancini favorito, Conte resta l'alternativa - In questo scenario Roberto Mancini resta il principale favorito. L'ex Ct viene considerato il profilo ideale per la capacità di valorizzare i giovani e costruire un'identità tecnica solida.

Alle sue spalle rimane Antonio Conte, garanzia di esperienza e affidabilità. Per la Federazione l'obiettivo è chiudere rapidamente la partita ed evitare che la crisi si prolunghi fino all'autunno, quando l'Italia dovrà affrontare appuntamenti decisivi contro Belgio, Turchia e Francia.

Sezione: Italia / Data: Lun 27 luglio 2026 alle 08:45
Autore: Daniele Luongo
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