La Fiorentina volta pagina. Dopo mesi di attesa, indiscrezioni e silenzi istituzionali, il Viola Park ha finalmente una nuova guida tecnica: sarà Fabio Grosso a raccogliere l'eredità di Paolo Vanoli, il tecnico che aveva preso le redini del club gigliato nel novembre scorso riuscendo nell'impresa di tirarlo fuori dalle sabbie mobili di una classifica pericolosa. Una salvezza conquistata sul campo che però non è bastata a convincere la dirigenza a proseguire insieme.

LA SCELTA DI PARATICI - Dietro questa operazione c'è la firma inequivocabile di Fabio Paratici. Il direttore sportivo viola, operativo al Viola Park dal febbraio scorso, conosce Grosso da una vita: fu proprio lui, ai tempi della Juventus, a lanciarlo sulla panchina della Primavera bianconera, intuendo in anticipo le qualità dell'ex campione del mondo. Un filo che non si è mai spezzato e che oggi porta il tecnico romano direttamente sulla panchina più discussa del calcio italiano. L'accordo prevede un contratto biennale, con Grosso che prende in mano un progetto che ha bisogno di una scossa sia tattica che mentale.

IL BIENNIO AL SASSUOLO - Quello che Grosso porta in dote a Firenze è un curriculum recente e concreto. Prima la promozione in Serie A con il Sassuolo, una cavalcata in Serie B chiusa senza rivali. Poi la conferma nella massima serie: i neroverdi hanno concluso la stagione all'undicesimo posto, con quarantanove punti e un calcio riconoscibile costruito sul 4-3-3, lo stesso modulo che il club toscano potrebbe adottare nella prossima stagione. Una continuità filosofica che non è sfuggita a Paratici nella costruzione del profilo del suo candidato ideale.

IL NODO SASSUOLO E CARNEVALI - L'operazione non era però a costo zero sul piano delle relazioni. Giovanni Carnevali, amministratore delegato neroverde, non ha nascosto la propria amarezza nelle ultime ore, riconoscendo pubblicamente ciò che ormai tutti sapevano: «Con Fabio c'è un rapporto speciale, avremmo piacere di continuare con lui – ha dichiarato l'ad neroverde –. Parlando con il suo procuratore, credo che ci sia la volontà di non continuare con il Sassuolo. Ci troveremo presto per definire la situazione». Parole che equivalgono, nel codice diplomatico del calcio, a un addio già consumato.

LA CONCORRENZA BATTUTA - La Fiorentina ha dovuto guardarsi le spalle dal Bologna, l'altra pretendente seria alla firma di Grosso. I felsinei avevano manifestato un interesse concreto e avrebbero offerto al tecnico un progetto altrettanto ambizioso, ma alla fine la sponda viola ha convinto. Decisivo, secondo quanto trapela, il feeling consolidato con Paratici e la visione di una Fiorentina intenzionata a fare il salto di qualità già dalla prossima stagione, con un mercato estivo che dovrebbe essere conseguente alla scelta del nuovo allenatore.

VANOLI, L'USCITA AMARA - L'altro lato della vicenda porta il volto di Paolo Vanoli, che avrebbe potuto apprendere la decisione societaria senza un confronto diretto, con il club che ha preferito non esercitare l'opzione di rinnovo prevista dal contratto entro il 30 maggio. Un epilogo che ha lasciato un certo fastidio nell'entourage del tecnico, considerata la missione salvezza portata a termine con merito dal momento del suo subentro. La curva Fiesole lo aveva salutato con affetto nell'ultima al Franchi, ma le emozioni del rettangolo verde hanno raramente influenzato le decisioni prese negli uffici dirigenziali.

Con Fabio Grosso pronto a guidare la Fiorentina nella prossima stagione, il valzer delle panchine della Serie A entra nella sua fase decisiva. Per i viola comincia una nuova era, costruita su scelte precise e su un'identità di gioco da (ri)costruire. Il banco di prova, come sempre, sarà il campo.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Gio 28 maggio 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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