Il caso Sebastiano Esposito è deflagrato a Cagliari. L'attaccante, dopo il malumore manifestato nei giorni scorsi per il mancato adeguamento del contratto che lo lega ai rossoblù fino al 2030, ha abbandonato il ritiro dell'Alta Val Camonica poco dopo le due della notte tra venerdì e sabato, facendo ritorno a casa.

LA NOTTE DI PONTE DI LEGNO - La conseguenza immediata è stata l'assenza dalla seduta di ieri mattina al centro sportivo comunale di Temù, alla vigilia della partenza per la Germania. Esposito non è stato aggregato al gruppo di Fabio Pisacane per l'amichevole contro l'Union Berlino, in programma oggi alle 14.

DUE VERSIONI OPPOSTE - Il club è stato durissimo: secondo la nota ufficiale il calciatore ha abbandonato il ritiro senza autorizzazione e senza fornire spiegazioni, motivo per cui è stato escluso dalla trasferta tedesca mentre la società valuta i provvedimenti. Radicalmente diversa la ricostruzione dell'entourage, che parla di un permesso accordato nella notte di venerdì, dopo l'ennesimo confronto milanese sull'adeguamento contrattuale. Secondo l'agente Mario Giuffredi, il giocatore avrebbe ottenuto una licenza fino al 5 agosto, logorato dalla situazione legata al proseguimento della sua carriera in Sardegna. Al momento la frattura appare insanabile, tanto che lo stesso entourage ha messo in dubbio anche il rientro nei prossimi giorni.

LE RAGIONI DELLO SCONTRO - Il nodo è economico. Il calciatore e il suo procuratore sostengono che le richieste non siano state accolte nonostante alcune promesse ricevute al termine della scorsa stagione, chiusa con 8 reti in 39 presenze tra campionato e Coppa Italia. La società replica rivendicando la disponibilità al dialogo, testimoniata da due lunghi incontri a Milano nell'ultima settimana, ma senza l'intenzione di accettare integralmente le pretese avanzate. Fino a poche ore prima dello strappo, peraltro, dirigenza e allenatore avevano indicato l'attaccante come uno dei leader su cui costruire la stagione, e in montagna il giocatore si era sempre messo a disposizione del gruppo.

LA RABBIA DEI TIFOSI - Pesante la reazione del popolo isolano, infastidito dal braccio di ferro tra le parti. Il malumore era già emerso durante il ritiro, quando i sostenitori presenti alle sedute avevano assistito ai fitti colloqui tra Esposito, il direttore sportivo Pietro Accardi e Pisacane a bordo campo.

IL NODO ECONOMICO - Sul futuro pesa un vincolo preciso: in caso di cessione il Cagliari dovrà riconoscere all'Inter il 40% dell'incasso, come da accordi, e non può quindi permettersi sconti – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport –. I sardi avevano versato ai nerazzurri circa 4,5 milioni per il cartellino e, prima di questa rottura, valutavano il giocatore almeno venti milioni. Difficile, ora, che arrivino proposte di quel tenore, anche se non mancano i dialoghi già avviati tra il club sardo e altre società di Serie A.

SI CERCA UNA SOLUZIONE - La volontà rossoblù resta quella di tutelare un patrimonio tecnico e, semmai, di monetizzare al momento giusto. Nelle prossime ore le parti dovrebbero tornare al tavolo con maggiore lucidità per costruire un'intesa accettabile per tutti. Intanto Pisacane osserva: su Esposito aveva impostato buona parte della manovra offensiva costruita in queste prime settimane di lavoro, in vista di una stagione ormai alle porte.

Una vicenda cominciata per qualche cifra sul contratto. E finita, per ora, con una macchina che lascia il ritiro nel cuore della notte.

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Sezione: Calciomercato / Data: Dom 02 agosto 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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