Un nuovo episodio alimenta il dibattito sulle decisioni della FIFA durante il Mondiale. Al centro della discussione c'è l'autorizzazione concessa all'Argentina di indossare il lutto al braccio nei quarti di finale contro la Svizzera, vinti dall'Albiceleste per 3-1 dopo i tempi supplementari.

La nazionale di Lionel Scaloni è scesa in campo con una fascia nera sulla manica destra per ricordare Antonio Rattín, storica bandiera della Selección, scomparso all'età di 89 anni. La richiesta presentata dalla Federazione argentina (AFA) è stata accolta dalla FIFA.

LA DIFFERENZA -  La decisione ha suscitato polemiche perché, pochi giorni prima, la FIFA aveva respinto una richiesta analoga avanzata dalla Francia. I Bleus avevano chiesto di poter indossare il lutto al braccio nella sfida contro la Norvegia per ricordare la madre del commissario tecnico Didier Deschamps, recentemente scomparsa.

Secondo il regolamento FIFA, però, l'autorizzazione straordinaria viene concessa solo quando il tributo è rivolto a una figura appartenente al mondo del calcio. Non è invece prevista per lutti di carattere personale o familiare.

CHI ERA RATTIN - Nel caso dell'Argentina, l'omaggio era dedicato ad Antonio Rattín, ex centrocampista e simbolo della nazionale, oltre che bandiera del Boca Juniors per quattordici stagioni.

Rattín è rimasto nella storia anche per un celebre episodio ai Mondiali del 1966 contro l'Inghilterra. Espulso dopo un acceso confronto con l'arbitro, chiese un interprete per poter spiegare le proprie ragioni e, inizialmente, si rifiutò di lasciare il terreno di gioco. Sedendosi sul tappeto rosso riservato alla Regina, diede vita a una delle immagini più iconiche e controverse della storia della Coppa del Mondo.

Sezione: Mondiali 2026 / Data: Lun 13 luglio 2026 alle 14:15
Autore: Daniele Luongo
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