Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Tra dieci giorni, l'11 giugno all'Estadio Azteca di Città del Messico, la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica darà il via al Mondiale 2026. E con esso inizierà anche la prima grande avventura iridata di Lamine Yamal, il fenomeno diciottenne del Barcellona, che ai Mondiali non ha mai giocato. Sarebbe il suo esordio assoluto nella competizione più importante del calcio, ma fino a pochi giorni fa era tutt'altro che scontato: la lesione al bicipite femorale sinistro rimediata il 22 aprile nella partita di Liga tra il suo Barcellona e il Celta Vigo aveva trasformato il sogno in un incubo. Poi il recupero, più rapido del previsto, e il rientro in gruppo con la nazionale spagnola: Yamal c'è, e la Spagna tira un respiro di sollievo lungo quanto un Mondiale.
LA PAURA DEL MOMENTO PEGGIORE - Yamal ha raccontato ai canali ufficiali della Federazione spagnola il momento esatto in cui la paura lo ha colpito come un pugno: «Ricordo la sequenza degli eventi che mi hanno portato all'infortunio. Dentro di me pregavo che non fosse niente, che fosse solo un crampo o qualcosa del genere, perché mi vedevo molto vicino al periodo dei Mondiali e sapevo che si trattava di un infortunio al bicipite femorale che non avevo mai avuto prima, ma che non sarebbe stato un breve periodo di stop». L'immagine del talento di Rocafonda con le mani sul volto, in lacrime dopo il rigore contro il Celta, aveva fatto il giro del mondo: il gol che consegnava la Liga al Barcellona si era trasformato quasi simultaneamente in un bollettino medico d'emergenza. «Temevo che fosse grave e, soprattutto, che anche se non fosse stato gravissimo avrei potuto avere una ricaduta e saltare i Mondiali». Un timore doppio, più profondo ancora della semplice preoccupazione per la prognosi.
IL SOGNO DI UNA VITA - Ora che il pericolo è superato, le parole di Yamal tornano a essere quelle di un diciottenne che vive il calcio con quella freschezza rara e irripetibile. «Finalmente è arrivato il momento. Credo che fin dalla fine degli Europei tutti aspettassimo questo giorno. Arriviamo come la nazionale che siamo, come i campioni d'Europa, e daremo il massimo». Sulla Coppa del Mondo ha usato una semplicità che vale più di mille analisi: «Penso sia la cosa più importante nel calcio, ho sognato mille volte di alzarla». E poi la riflessione quasi filosofica sulla velocità con cui tutto si è moltiplicato: «Nella mia mente è come se giocassi a calcio da 10 anni, ma in realtà gioco solo da 3 anni, e 4 anni fa giocavo con loro al centro sportivo locale. Un ragazzo che giocava con te 3 anni fa ora giocherà in un Mondiale. Deve essere qualcosa di pazzesco, davvero pazzesco».
NEYMAR, L'IDOLO DELL'INFANZIA - Uno spazio della chiacchierata con la Federazione è stato dedicato alle radici, agli eroi di quando si guardava il calcio da tifoso. Il nome è uno solo: «Il mio idolo era Neymar. Sarei morto per una foto con lui. Se mi avessero detto di andare in Russia in treno per vederlo al Mondiale del 2018, sarei andato». Un omaggio sincero al brasiliano che in quegli anni aveva acceso l'immaginazione di milioni di bambini in tutto il mondo, Yamal compreso. Ora i ruoli si sono ribaltati: è lui quello che i bambini inseguono per avere una foto.
SULL'OBIETTIVO E SUI COMPAGNI - La Spagna di Luis de la Fuente è inserita nel Girone H con Uruguay, Arabia Saudita e Capo Verde: l'esordio è fissato per il 15 giugno contro i capoverdiani, ma la prudenza post-infortunio potrebbe portare lo staff tecnico a preservare Yamal nelle prime uscite per averlo al meglio contro l'Uruguay il 27 giugno, sfida che segnerà le gerarchie del girone. Sul tabellone del torneo e sulle rivali più pericolose, il ragazzo non si nasconde: «Se giochiamo contro la Francia, potrei essere molto importante, ma se la squadra non gioca bene, non abbiamo possibilità». E poi, nella lista dei compagni da esaltare, sceglie con cura: «Rodri, che ha vinto il Pallone d'Oro. Oyarzabal, che per me è il migliore tra gli attaccanti del Mondiale, penso che sia brillante. E poi Pedri, che adoro vedere giocare. Cucurella, dal Campionato Europeo sembra un giocatore diverso. Posizione per posizione, abbiamo una nazionale piena di grandi giocatori e in porta abbiamo i tre migliori».
Il Mondiale 2026 ha già trovato il suo volto più giovane e luminoso. Lamine Yamal, diciotto anni appena compiuti, si presenta come il campione d'Europa che vuole diventare campione del mondo. Con il bicipite guarito, le energie ricaricate e quel sorriso che non smette mai di brillare, è pronto a scrivere un altro capitolo di una storia che ogni giorno sembra inventarsi nuovi superlativi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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