Settimana dopo settimana, il gioco di parole diventa sempre più una realtà tecnica: è un'Atalanta in... Palla. La squadra nerazzurra assomiglia ogni giorno di più all'idea di calcio che ha in testa Raffaele Palladino, avvicinandosi pericolosamente (per gli avversari) al suo passato più brillante. La vittoria contro il Torino ha certificato una doppia virtù fondamentale: questa squadra sa vincere in scioltezza, dominando il gioco, ma ha reimparato a vincere anche stringendo i denti, accettando la sofferenza.

SAPER SOFFRIRE DA GRANDE SQUADRA - Contro i granata si sono viste le due facce della medaglia - analizza nello specifico, stamane, L'Eco di Bergamo -. Per un'ora l'Atalanta è stata padrona del campo, bella e convincente; nel finale ha rallentato, rischiando sul ritorno dei rivali. Eppure, anche il lato "brutto" ha una connotazione positiva: quando cala, la Dea ora sa reggere l'urto. Merito di un assetto difensivo ritrovato (terzo clean sheet consecutivo) e di un Marco Carnesecchi monumentale, decisivo nel salvare il risultato. Come ha sottolineato lo stesso portiere nel post-partita: «La gestione è una qualità che hanno le grandi squadre, che sono forti anche quando giocano sporco». E la fortuna, che in certi frangenti aiuta, va saputa corteggiare.

IL DISGELO DOPO JURIC - L'Atalanta di Palladino si è riscoperta grande nella testa prima ancora che nella classifica. Ha scongelato quelle certezze e quegli atteggiamenti vincenti che sembravano ibernati durante la parentesi Juric. È tornato quel carattere "Gasperiniano" capace di portare a casa il risultato anche oltre i meriti effettivi, come accadeva nel filotto dell'autunno 2024. I numeri non mentono: dove Juric pareggiava, Palladino vince. Sono cinque i successi nelle ultime sei di campionato, nove su dodici in totale. Il traguardo delle tre vittorie consecutive, che mancava dallo scorso campionato, è la prova che l'Atalanta è tornata se stessa.

INVENZIONI TATTICHE E SINGOLI - In attesa dei big, il tecnico si è dimostrato abile alchimista. Con Scamacca e Lookman (i due veri uomini chiave) fuori causa, e con le delusioni arrivate da Maldini e Sulemana, Palladino si è inventato Zalewski nel terzetto offensivo, ottenendo risposte eccellenti in termini di creatività. Resta l'incognita Krstovic: devastante a Bologna, impreciso contro il Torino, ma con il rientro imminente di Gianluca e la risoluzione del rebus Ademola, il potenziale offensivo non potrà che crescere.

CALENDARIO E OBIETTIVI - Sopravvissuta al ciclo di ferro quasi col massimo profitto (eccezion fatta per l'Inter), ora la strada sembra spianarsi. Il calendario ammicca: le sfide contro Pisa e Parma rappresentano l'occasione ideale per scalare un altro gradino. La rincorsa al settimo posto è archiviata, ora nel mirino c'è il sesto posto del Como, distante solo 3 lunghezze (pur con una gara da recuperare). Quella zona Europa che qualche settimana fa sembrava un'utopia, oggi è un obiettivo concreto e alla portata.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 12 gennaio 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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