Il calcio è materia viva, fatta di passioni viscerali e memorie selettive, ma i numeri restano l'unico giudice inappellabile. Al traguardo della ventisettesima giornata, la matematica ci consegna una radiografia brutale e affascinante della nostra Serie A. Paragonando l'attuale cammino delle squadre con quello della passata stagione, emergono discrepanze clamorose: tra vertiginose ascese e cadute rovinose, il campionato si riscopre profondamente mutato, smentendo i pronostici e ridisegnando in modo radicale le gerarchie del potere calcistico.

LE RIVELAZIONI IN VETTA - Analizzando i quartieri nobili del torneo, l'impatto di alcune guide tecniche è stato devastante. Nessuno, in tutta la penisola, ha saputo fare meglio del Como: la formazione sapientemente plasmata da Cesc Fabregas ha inanellato un mostruoso balzo in avanti, mettendo a referto ben venti punti in più rispetto a un anno fa. Sorridono a pieni denti anche le milanesi. Il Milan, rivitalizzato dalla cura di Massimiliano Allegri, viaggia a ritmi altissimi con un saldo positivo di sedici lunghezze, mentre l'Inter, passata dalla gestione di Simone Inzaghi alle geometrie di Cristian Chivu, guarda tutti dall'alto godendosi un bottino incrementato di nove punti.

L'AFFANNO DELLE BIG E LA FRENATA NERAZZURRA - Se c'è chi vola, c'è inevitabilmente chi arranca vistosamente. Sulle sponde bergamasche, l'Atalanta si trova a fare i conti con un pesante passivo di dieci punti rispetto alla propria marcia abituale, un dato che certifica le difficoltà del momento e chiama l'ambiente a una rapida reazione d'orgoglio. Mal comune, mezzo gaudio, verrebbe da dire guardando le rivali: il Bologna perde otto punti per strada, la Juventus scivola a meno cinque, e il Napoli campione in carica si ritrova a rincorrere con quattro lunghezze di ritardo. L'unica eccezione nel panorama delle potenze storiche è rappresentata dalla Roma, capace di capitalizzare un prezioso tesoretto di otto punti in più.

GLI ABISSI E LE SPERANZE IN CODA - Spostando la lente d'ingrandimento sulle zone più paludose e infuocate, il contrasto è altrettanto netto. Da una parte si respira l'ottimismo del Parma di Carlos Cuesta e del Cagliari di Vincenzo Pisacane, che costruiscono la propria salvezza potendo vantare rispettivamente un avanzo di dieci e cinque punti. Dall'altra, si consumano autentici drammi sportivi. L'Hellas Verona scivola sempre più pericolosamente verso il baratro con un deficit di undici punti, ma le vere ecatombi sportive si registrano altrove. La Lazio ha dilapidato ben sedici punti rispetto all'anno scorso, mentre la maglia nera assoluta spetta a una Fiorentina irriconoscibile, sprofondata in una crisi nerissima certificata da un desolante meno ventuno.

CLASSIFICA A CONFRONTO 27ª GIORNATA

Inter 67 punti (+9 punti rispetto alla Serie A 2024/25)
Milan 57 (+16)
Napoli 53 (-4)
Roma 51 (+8)
Como 48 (+20)
Juventus 47 (-5)
Atalanta 45 (-10)
Bologna 39 (-8)
Sassuolo 38 (in Serie B)
Udinese 35 (-4)
Lazio 34 (-16)
Parma 33 (+10)
Cagliari 30 (+5)
Torino 30 (-4)
Genoa 27 (-4)
Fiorentina 24 (-21)
Cremonese 24 (in Serie B)
Lecce 24 (-1)
Pisa 15 (in Serie B)
Hellas Verona 15 (-11)

IL VERDETTO DEL CAMPO - In un panorama così volubile, dove in pochi mesi si possono bruciare patrimoni inestimabili o costruire miracoli sportivi, l'insegnamento è uno solo: «Nel calcio non esistono rendite di posizione». A undici giornate dal termine, c'è ancora margine per scrivere nuovi finali e ribaltare questi numeri spietati.

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Sezione: I numeri / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 14:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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