Un passo falso doloroso che ridimensiona le ambizioni in campionato, ma che trova giustificazioni plausibili nelle fatiche di una stagione logorante. Pietro Serina, ospite sul canale YouTube di Radio Dea e interpellato da Fabio Gennari, ha offerto una disamina puntuale e senza sconti della prestazione dell'Atalanta contro il Sassuolo. Il giornalista ha evidenziato l'incredibile paradosso tattico vissuto dai nerazzurri, passati dal dominio totale allo smarrimento subito dopo l'espulsione di Pinamonti. Un'analisi che non nasconde le lacune fisiche di una squadra spremuta dall'impresa contro il Borussia Dortmund, ma che suona immediatamente la carica in vista della delicatissima semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, un crocevia fondamentale per non buttare via una stagione fin qui straordinaria. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Pietro, partiamo da questo incredibile paradosso: l'Atalanta inizia dominando in lungo e in largo, poi il Sassuolo resta in dieci e la partita cambia completamente in negativo per i nerazzurri. Come te lo spieghi tatticamente?
«Purtroppo è andata male e il paradosso è proprio questo: l'Atalanta ha cominciato benissimo la partita. In undici contro undici la gara la stavamo facendo noi senza discussioni. L'allenatore Palladino si era inventato Zalewski trequartista con Samardzic a supporto, assieme a Scamacca. Gli inserimenti di Zalewski alle spalle dei loro difensori, che tenevano la linea alta, stavano funzionando alla grande e la gestione era totalmente nostra. Il paradosso è che l'espulsione, del tutto legittima, di Pinamonti ci ha fatto del male. Sembra pazzesco. Abbiamo patito tantissimo quando siamo rimasti in superiorità numerica e siamo andati in enorme difficoltà. Loro hanno perso il centravanti e si sono sistemati con un 4-4-1, lasciando il solo Laurienté di punta, con Berardi a fare l'esterno sinistro a inseguire i nostri. Si sono compattati difendendo molto centralmente. Noi non ci abbiamo capito tanto nel primo tempo, perché non attaccavamo sugli esterni ma cercavamo testardamente di entrare per vie centrali, dove non c'era spazio ed erano tutti lì a fare muro. Nel finale convulso c'è stato di tutto: un palo, una traversa, due o tre parate del loro portiere. Ma in tutta onestà, la squadra non ha meritato di raddrizzare la partita. È giusto averla persa, do ragione all'analisi di Fabio».
Oltre all'evidente aspetto tattico, c'è da considerare anche un pesante fattore atletico. La squadra è sembrata a tratti svuotata dopo l'epica impresa in Champions contro il Borussia Dortmund.
«Dobbiamo accettare serenamente l'idea che oggi mancava la gamba, oltre a mancare il tiro in porta. Dopo tanto giocare ad altissimi livelli, sei inevitabilmente andato in difficoltà dal punto di vista fisico, non eri più brillante e facevi fatica a penetrare le loro linee. Difatti, se andiamo ad analizzare le pagelle, chi devi salvare oggi? Devi salvare il portiere, che ha fatto la sua parte ed è totalmente innocente sui gol subiti. Devi salvare Musah perché ha trovato la rete, pur essendo entrato solo nel finale. Secondo me il migliore è stato Zappacosta, perché le cose più interessanti e concrete le ha fatte lui giocando nel secondo tempo. Ha fatto benino anche Bernasconi nel primo tempo, poi è stato cambiato per mettere un giocatore più offensivo come Sulemana e anche per iniziare a pensare un po' alla gara con la Lazio. Ma tutti gli altri hanno fatto male, sia in mezzo al campo che davanti. Io però tendo a giustificarli, dicendo francamente che abbiamo pagato a caro prezzo la fatica accumulata».
Adesso la rincorsa al quarto posto in campionato si fa quasi impossibile. Con che spirito si guarda alla semifinale contro la Lazio e all'affascinante orizzonte europeo contro il Bayern Monaco?
«È chiaro che noi adesso dobbiamo pensare alla Lazio. La partita di oggi l'hai persa e questa rincorsa ai primi quattro posti è diventata praticamente impossibile. Abbiamo perso punti vitali per la corsa Champions proprio a Reggio Emilia, ma questa è la storia del calcio. Adesso possiamo e dobbiamo puntare forte sulla Coppa Italia e cercare di fare bella figura in Europa col Bayern Monaco. Mercoledì però dobbiamo rimetterci insieme, facendo grandissima attenzione perché abbiamo fuori giocatori molto importanti. Oggi (ieri, ndr) mancava Ahanor per influenza, Ederson ha problemini fisici, e mancheranno anche Zappacosta, De Ketelaere e Raspadori. Concentriamoci, perché la squadra che scenderà in campo mercoledì sarà sostanzialmente la stessa che ha fatto meraviglie col Dortmund. Dovrà trovare una via di mezzo, trovarsi a metà strada tra la prestazione eccezionale di coppa e quella brutta di oggi, per tenere aperta la qualificazione per la finale. Andremo a giocare a Roma in uno stadio vuoto, perché il loro tifo fa sciopero: dobbiamo fare la nostra partita, cercare il risultato e non andare a sbragare. Sarebbe pazzesco e imperdonabile buttar via in questo modo una possibilità d'oro per andare a giocarci un'altra finale».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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