La vibrante sfida del Mapei Stadium tra Sassuolo e Atalanta ha richiesto grande polso da parte dell'arbitro Marchetti, costretto a prendere decisioni pesanti fin dalle prime battute di gioco. Sotto la lente di ingrandimento della moviola finisce un arbitraggio dai due volti: attento e severo nei momenti cruciali, ma a tratti troppo permissivo nella gestione di alcuni episodi secondari.

L'ESPULSIONE DIRETTA - L'episodio che indirizza e stravolge l'inerzia tattica della partita - analizza La Gazzetta dello Sport - si verifica dopo appena sedici minuti dal fischio d'inizio. Pinamonti interviene in modo scomposto, colpendo la caviglia destra di Djimsiti mantenendo la gamba tesa e il piede alto. Si tratta di un intervento oggettivamente pericoloso per l'incolumità dell'avversario: la decisione di estrarre il rosso diretto è sacrosanta. Bravo il direttore di gara a non lasciarsi intimorire dalle proteste e a sanzionare immediatamente la gravità del fallo con il cartellino del colore giusto.

I GIALLI E LE GRAZIE - La gestione disciplinare di Marchetti risulta ineccepibile anche per quanto riguarda i gialli comminati a Idzes, Bernasconi e Zalewski, oltre alle inevitabili e giustificate ammonizioni rifilate agli allenatori per le eccessive proteste dalla panchina. Semmai, l'arbitro pecca di troppa timidezza in un paio di circostanze specifiche, nelle quali avrebbe dovuto estrarre il cartellino. Manca all'appello un'ammonizione all'indirizzo di Scamacca per un evidente tocco di mano, ed è da considerare un errore non aver sanzionato Kolasinac, reo di aver letteralmente placcato una ripartenza di Laurienté in una situazione di potenziale e pericoloso vantaggio per la formazione emiliana.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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