La Champions League 2025/26 si è chiusa con il trionfo del Paris Saint-Germain sull'Arsenal — secondo titolo continentale in due stagioni per i parigini — ma per i club che vi hanno preso parte c'è ancora da incassare. E tra questi, naturalmente, c'è l'Atalanta: la Dea si appresta a mettere a bilancio altri 5,8 milioni di euro dall'ultima distribuzione di premi della UEFA, confermando come la massima competizione europea resti il vero motore economico del club nerazzurro.

LA QUOTA DELLA DEA - Nella giornata di oggi la Federcalcio europea effettua i pagamenti relativi alla penultima tranche dell'edizione appena conclusa. Si tratta della distribuzione del 25% del cosiddetto value pillar, la voce che ha accorpato i vecchi market pool e ranking storico, dopo che il restante 75% era già stato versato a settembre 2025. Per l'Atalanta la cifra in arrivo ammonta a 5,8 milioni di euro: un'iniezione di liquidità che si somma al già imponente tesoretto maturato nel corso dell'avventura europea. Il percorso continentale dei nerazzurri aveva già garantito oltre 63 milioni di premi UEFA al termine della prima fase, una cifra che racconta meglio di qualsiasi analisi la dimensione raggiunta dal club bergamasco.

LA CLASSIFICA DELLE ITALIANE - Tra i club italiani che passano all'incasso, l'Atalanta si colloca al terzo posto per importo ricevuto in questa tornata – secondo le stime riportate da Calcio e Finanza –. In cima c'è l'Inter con 8 milioni di euro, seguita dalla Juventus con 6,8 milioni; poi appunto la Dea a quota 5,8 milioni e infine il Napoli con 5,6 milioni. Nel complesso, i quattro club italiani impegnati nell'ultima Champions metteranno a bilancio oltre 26 milioni di euro solo da questa distribuzione. Un dato che conferma il peso specifico della pattuglia tricolore nel panorama economico continentale, anche in un'edizione che sul campo non ha regalato all'Italia il trofeo.

IL QUADRO COMPLESSIVO - La UEFA verserà nelle casse delle società un totale di 256,5 milioni di euro: 43,5 milioni come bonus per la partecipazione e la conquista della finale, e 213 milioni come quota del value pillar (il 25% del totale di questo segmento). Sul fronte delle finaliste, l'Arsenal porta a casa 18,5 milioni di euro mentre il Paris Saint-Germain — grazie anche al trionfo nella competizione — incassa complessivamente 25 milioni. Cifre che testimoniano quanto il salto tra chi arriva in fondo e chi si ferma prima sia, prima ancora che sportivo, strutturale ed economico.

COSA SIGNIFICA PER BERGAMO - Per l'Atalanta, questi 5,8 milioni non sono soltanto una voce contabile: rappresentano l'ennesima conferma di come la qualificazione e la permanenza nella massima competizione europea siano diventate il pilastro su cui poggia l'intera strategia di crescita del club. La differenza tra chi gioca la Champions e chi resta fuori non è una sfumatura, ma un divario che incide su mercato, ambizioni e progettualità. In un'estate di profonda rivoluzione tecnica, con il nuovo corso targato Giuntoli e Sarri pronto a partire, ogni milione che entra nelle casse dei Percassi è un mattone in più per costruire l'Atalanta che verrà. E la Champions, ancora una volta, si conferma la miniera più preziosa.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 12 giugno 2026 alle 13:37
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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