L'Atalanta va al riposo in parità a Rotterdam: 1-1 con il Feyenoord nella prima frazione della De Kuip Cup, con il rigore di Ueda all'11' cancellato dalla zampata di Krstović al 45'+7'. Quarantacinque minuti — anzi cinquantaquattro, vista l'abbondanza di recupero — in cui i nerazzurri hanno pagato la condizione più arretrata rispetto agli olandesi, ma hanno trovato al momento giusto la giocata per non andare negli spogliatoi sotto.

IL PALO CHE APRE TUTTO - Il De Kuip è pieno, 47.500 spettatori, e la Dea si affaccia subito. Al 2' Krstović si libera di Watanabe e scarica un destro dal limite che si stampa in pieno sul palo; sulla ribattuta il mancino di Éderson vola altissimo. Un avvio che prometteva altro, e che invece resta l'unico squillo nerazzurro di una lunga fase iniziale.

IL RIGORE CHE CAMBIA IL COPIONE - Al 10' Hensgens indica il dischetto per un tocco di mano di Scalvini in area; dal dischetto Ueda non concede scampo con un destro potente e incrociato. È l'11' e il Feyenoord si mette in tasca il vantaggio, poi lo cavalca: la squadra di van Bronckhorst alza il possesso, comprime l'Atalanta nella propria metà campo e la costringe a ripartenze faticose. La differenza, in questa fase, è quella tipica di inizio agosto: gli olandesi sono più avanti nella preparazione e si vede.

I LEGNI DEGLI OLANDESI - Il punteggio, però, resta stretto solo per un pizzico di fortuna nerazzurra. Al 28' Valente calcia di prima e centra la traversa con Carnesecchi battuto; al 29' lo stesso Valente inventa in profondità per Ueda, che sbaglia il controllo e permette al portiere di anticiparlo in uscita. Nel recupero, al 45'+3', il tacco di Ueda libera Vanhoutte, il cui destro di prima intenzione scheggia il palo esterno. Tre volte i legni, in una frazione in cui il 2-0 sarebbe stato punteggio giusto.

NOVE MINUTI DI RECUPERO E IL PAREGGIO - Tra gli interventi dello staff medico — il cambio forzato di Watanabe dopo cinque minuti, il taglio al sopracciglio di Kraaijeveld, il problema alla caviglia di Diarra — l'arbitro concede nove minuti di recupero. E lì la Dea trova quello che non aveva trovato in tutto il tempo regolamentare: corner battuto corto, scambio tra Samardžić e Raspadori, cross preciso sul secondo palo dove Scalvini rimette in mezzo di mancino e Krstović, da due passi, deve solo appoggiare in rete. Un gol da area piccola, di quelli che non entrano nelle antologie ma raccontano il mestiere di un centravanti.

SCINTILLE PRIMA DELL'INTERVALLO - Il finale è anche nervoso: al 45'+4' Kraaijeveld finisce sul taccuino per un fallo proprio sul montenegrino, il contatto accende qualche scintilla in mezzo al campo e il cartellino giallo raggiunge anche l'attaccante nerazzurro. Segnali di una amichevole che di amichevole ha davvero poco, con un trofeo appena istituito in palio e uno stadio in festa.

Si va al riposo con un pareggio che l'andamento del gioco non certificava, ma che il tabellino consegna. Nella ripresa serviranno più coraggio nella riconquista e meno affanno nell'uscita palla: la panchina, con Scamacca, Pašalić, De Roon e Maldini, offre a Sarri tutte le carte per provare a cambiare il ritmo.

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Sezione: Altre news / Data: Dom 02 agosto 2026 alle 16:02
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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