Questa sera, alla New Balance Arena, l'Atalanta ospita un Parma in piena difficoltà, reduce da un avvio di stagione decisamente complicato. Il cambio in panchina, con l'arrivo di Alberto Gilardino al posto di Carlos Cuesta, non ha finora sortito gli effetti sperati e i gialloblù continuano a faticare, soprattutto in fase offensiva. Una situazione che potrebbe rappresentare un'occasione ghiotta per i nerazzurri, chiamati a ritrovare una vittoria fondamentale per la classifica e per il morale dopo settimane tutt'altro che semplici. Ma guai a sottovalutare un avversario che arriverà a Bergamo determinato a conquistare punti preziosi in chiave salvezza. Per analizzare il momento delle due squadre e le prospettive della sfida, TuttoAtalanta.com ha intervistato in esclusiva Tommaso Rocca di Parma Live.

Tommaso, partiamo dal momento del Parma. Dopo un avvio di stagione complicato è arrivato anche il cambio in panchina, con Alberto Gilardino al posto di Carlos Cuesta, ma i risultati continuano a non arrivare. Che cosa non sta funzionando e quanto è preoccupante la situazione?
«Le difficoltà del Parma sono molteplici e a mio avviso nascono da una pianificazione estiva non riuscita. Dopo qualche esitazione, a giugno si è deciso di proseguire con Cuesta, nonostante una salvezza conquistata in anticipo. Dirigenza e allenatore hanno provato a costruire un Parma più propositivo, ma il mercato è stato un po' confusionario. Qualche acquisto interessante è stato fatto, ma si è deciso di cambiare direzione in corsa, ritornando a una difesa a tre dopo un inizio di mercato fatto pensando a un'idea di difesa a quattro. Il risultato a mio avviso è una rosa male assortita, senza certezze e senza identità. Cuesta ha faticato a trovare uno schieramento adatto e ora Gilardino ha ereditato una situazione difficile, con il primo compito di restituire qualche certezza a una squadra che, al momento, non ne ha».

Cinque gol segnati in nove partite: il Parma ha attualmente il peggior attacco della Serie A. È soprattutto un problema di finalizzazione oppure la squadra fatica proprio a costruire occasioni da gol?
«Il problema del gol è qualcosa che il Parma si porta dietro già dalla passata stagione. I crociati faticano a costruire palle gol e questo, a mio avviso, è dovuto a una manovra lenta, prevedibile ed elementare, che facilita le difese avversarie. Romero sta provando a raccogliere l'eredità di Pellegrino e Lontani è stata una bella scoperta, ma per il resto il Parma non riesce a trovare altre soluzioni offensive e le difficoltà vanno oltre le individualità. Non è però il gol l'unico problema di questa squadra al momento».

Gilardino sta ancora cercando la quadratura del cerchio, cambiando spesso uomini e soluzioni tattiche. Secondo te il problema principale è legato all'identità di gioco oppure ci sono limiti strutturali nella rosa che nemmeno il cambio di allenatore è riuscito a superare?
«Ci sono limiti strutturali in questa rosa, ma senza dubbio manca anche un'identità di gioco che faccia rendere questi giocatori. Secondo me il Parma ha una rosa con individualità che offrono mezzi sufficienti per salvarsi in Serie A, ma questi singoli, per caratteristiche, non s'integrano tra loro, ostacolando il lavoro dell'allenatore. Questo rende più difficile costruire un'identità di gioco. Gilardino sta provando a cambiare le cose rispetto a Cuesta, ma questa squadra non ha ancora un'identità».

In estate le aspettative erano ben diverse. Alla luce di questo inizio di campionato, ritieni che il Parma abbia le qualità necessarie per uscire rapidamente dalle difficoltà oppure si prospetta una stagione di sofferenza?
«Si prospetta senza dubbio una stagione di sofferenza, perché in questo momento è difficile immaginarsi una reazione nel breve. Il Parma è in ritardo nella costruzione rispetto ad altre squadre. Per certi versi è un cantiere aperto e, viste le difficoltà, al momento ogni punto conquistato è guadagnato. Bisogna limitare i danni nelle prossime settimane, magari raccogliendo punti prima della sosta che possano dare un minimo di fiducia in un momento così delicato. A lungo termine, però, sono convinto che il Parma abbia le potenzialità per salvarsi, ma quest'anno sarà difficile farlo in anticipo, viste le premesse».

Tra le fila gialloblù c'è anche El Bilal Touré, arrivato in prestito dall'Atalanta. Come giudichi il suo rendimento?
«Touré è una delle tante delusioni di quest'inizio di stagione. Parma è una piazza dove diversi calciatori sono riusciti a mettersi in mostra, anche di recente, e visto il potenziale di Touré l'auspicio era che potesse rilanciarsi dopo i tanti infortuni. Per ora, invece, sono poche le prestazioni sufficienti dell'attaccante, che appare sempre spaesato, poco incisivo e poco aggressivo».

Che Parma dobbiamo aspettarci questa sera a Bergamo? E quale Atalanta pensi che i gialloblù si troveranno di fronte?
«Mi aspetto un Parma prudente, che deve essere conscio del momento di difficoltà e quindi che viene a Bergamo con l'intenzione di gestire in avvio per poi provare ad approfittare di tutte le opportunità a gara in corso. Il Parma non può pensare d'imporre il proprio gioco a Bergamo, ma avrà le sue occasioni per pungere. Al contrario, l'Atalanta deve essere spietata, pronta a indirizzare la gara da subito per evitare brutte sorprese. I nerazzurri sono nettamente superiori sulla carta e devono farlo capire da subito. La squadra di Sarri ha una grande occasione per ritrovare i tre punti dopo un momento complicato».

Il Parma affronterà un'Atalanta che sta vivendo a sua volta un momento delicato, alle prese con le difficoltà di adattamento al calcio di Maurizio Sarri. Come viene vista da Parma questa nuova Atalanta e quali sono, secondo te, i suoi principali punti deboli?
«Io credo che la rosa dell'Atalanta non si possa discutere. Non sarà forse la squadra più forte degli ultimi anni, ma senza dubbio è un organico completo con tanti giocatori di livello per affrontare il nostro campionato. Mi aspettavo senza dubbio un inizio non semplice: Sarri ha idee piuttosto chiare e ben diverse rispetto a quelle dei suoi predecessori, quindi se si è scelto di costruire il futuro con lui, è fisiologico vivere un periodo di adattamento. Allo stesso tempo, però, per il valore della rosa, credo che sia giusto da qua in poi aspettarsi un cambio di passo, perché questa squadra non può perdere il treno per l'Europa».

Guardando alla rosa nerazzurra, quale giocatore dell'Atalanta temi maggiormente in vista della sfida di questa sera? Chi potrebbe creare più difficoltà al Parma?
«La risposta è piuttosto semplice: Charles De Ketelaere. Il belga per me è uno dei giocatori più talentuosi del campionato e senza dubbio l'uomo capace di far cambiare passo all'Atalanta. Il suo talento non si discute. Mi aspetto, però, che, dopo qualche anno di Serie A, si possa prendere ancora più responsabilità per diventare leader e trascinatore. Ovviamente non bisogna nemmeno sottovalutare Krstović, un giocatore che per mentalità ha esattamente quello che serve per emergere».

Dopo anni ai vertici del calcio italiano, quale ritieni possa essere il reale obiettivo dell'Atalanta in campionato?
«L'Atalanta è chiamata a lottare per un piazzamento europeo. Ci sono senza dubbio squadre attrezzate ai piani alti della classifica e non sarà semplice staccare il pass per la prossima stagione, ma con quest'organico Sarri è chiamato almeno a restare nel vivo della lotta per giocarsi il tutto per tutto nel finale. Forse i nerazzurri non sono i favoriti, soprattutto in un anno di transizione, ma devono provarci».

L'Atalanta è impegnata anche in Conference League. Ritieni che i nerazzurri abbiano le qualità per arrivare fino in fondo e magari conquistare il trofeo?
«Sono curioso di vedere il percorso in Conference. Per me l'Atalanta ha una grande occasione per provare a vincere ancora in Europa. Per certi versi, forse una vittoria in Conference può essere una via ancora più facilmente percorribile per i nerazzurri per giocare anche l'anno prossimo in Europa. La competizione, però, presenta sicuramente delle difficoltà e la concorrenza non manca, non solo per la presenza di squadre inglesi, spagnole o francesi, ma anche per big di campionati minori con tifoserie molto calde».

Considerando le difficoltà offensive del Parma e quelle difensive mostrate recentemente dall'Atalanta, dove potrebbe decidersi la partita? Che tipo di atteggiamento ti aspetti dai gialloblù a Bergamo?
«Mi aspetto un Parma attento in avvio di gara. Nella gestione Gilardino, il Parma ha pagato caro approcci sbagliati e credo abbia imparato dai suoi errori. L'Atalanta dovrà essere paziente e intelligente, tutelarsi dai contropiedi e non innervosirsi in caso di mancata rete in avvio. Sarà decisiva l'intensità: la squadra di Sarri per me deve imporre i ritmi e surclassare il Parma sul piano dell'intensità».

Chiudiamo con un pronostico: che partita ti aspetti questa sera alla New Balance Arena e quale risultato immagini?
«Per me l'Atalanta riuscirà ad avere la meglio. Alla lunga verrà fuori la superiorità dei nerazzurri. Pronostico secco di 2-0 per i padroni di casa».

Un'Atalanta dunque nettamente favorita, almeno sulla carta, ma chiamata a dimostrare sul campo quella superiorità tecnica che finora non sempre è riuscita a tradurre in risultati. Serviranno intensità, pazienza e soprattutto concretezza per superare un avversario in difficoltà, ma proprio per questo affamato di punti.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 00:00
Autore: Claudia Esposito
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