L'Atalanta ha trovato l'accordo con la Juventus per Juan Cabal. Le due società hanno raggiunto una base d'intesa impostata sulla formula del prestito con obbligo di riscatto: l'ultimo ostacolo, adesso, riguarda la volontà del diretto interessato, che fino a stanotte non aveva ancora dato l'apertura al trasferimento a Bergamo.

LE CIFRE - Nessun trasferimento a titolo definitivo, dunque, ma un'operazione strutturata su un riscatto che si collocherebbe in una forbice compresa tra gli 8 e i 9 milioni di euro. Una valutazione calibrata anche per evitare minusvalenze a bilancio ai bianconeri, considerato che due anni fa fu proprio Cristiano Giuntoli a prelevare il colombiano dall'Hellas Verona per circa 12 milioni.

IL NODO GIOCATORE - Sul piano dei club, insomma, il quadro è definito. Manca però il sì del difensore, che sta valutando se accettare la destinazione o giocarsi ancora le proprie carte altrove. Un tema che nelle prossime ore diventerà decisivo, con la finestra di trasferimenti in chiusura alle 20 di questa sera.

IL RUOLO DI TAGLIAFICO - A rendere possibile l'operazione è un movimento parallelo: il dialogo avviato dalla società torinese con gli agenti di Nicolas Tagliafico. Chiudere per l'argentino significherebbe liberare definitivamente il sudamericano, che i bianconeri intendono sistemare anche per alleggerire il monte ingaggi.

PERCHÉ SERVE ALLA DEA - L'intervento nasce dall'emergenza in retroguardia e avrebbe le caratteristiche della soluzione tampone in attesa dei rientri. Poi, sulla corsia mancina, gli incastri si complicherebbero: uno tra Sead Kolašinac e Bernasconi potrebbe liberare spazio, con Nicola Zalewski a rappresentare l'ulteriore variabile di un reparto in continua evoluzione, come raccontano le difficoltà emerse nell'infermeria nerazzurra.

IL VIA LIBERA DI SARRI - Sul tema si era espresso lo stesso tecnico dopo il successo di misura sul Bologna. Maurizio Sarri aveva prima preso le distanze dalle trattative, spiegando di non aver nemmeno incrociato il direttore sportivo, salvo poi motivare la necessità dell'innesto: «Abbiamo Kristensen che è infortunato e la storia di Hien è lunga, altrimenti non avremmo bisogno di difensori per cui se arriva sono contento». Un endorsement che pesa, in un reparto già rimaneggiato dopo la cessione di Honest Ahanor al Chelsea.

I club si sono trovati. Ora la palla passa a chi dovrà indossare la maglia.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Calciomercato / Data: Mar 01 settembre 2026 alle 09:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture