A pochi istanti dalla sfida della New Balance Arena, in casa Fiorentina si respira la tensione di chi sa di non poter sbagliare, ma anche la consapevolezza di un momento estremamente delicato. Il direttore generale Alessandro Ferrari, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, non si è nascosto dietro frasi di circostanza, analizzando con lucidità la crisi viola e provando a spegnere le polemiche roventi degli ultimi giorni, in particolare quelle legate allo sfogo di Edin Dzeko e alle voci sul mancato ritorno di Raffaele Palladino sulla panchina toscana.

L'AMMISSIONE, MOMENTO LUNGO E DIFFICILE - Ferrari fotografa la realtà senza filtri: la strada per uscire dalle sabbie mobili è in salita. «Sarà un percorso lungo e complicato, dobbiamo essere consapevoli della nostra classifica», ammette il dirigente. La ricetta per la risalita non passa solo dai piedi, ma soprattutto dalla psicologia: «Oltre a rimetterci a posto in campo, servirà la testa. L'aspetto mentale è fondamentale in questa fase e il mister sta lavorando molto su questo tasto».

IL CASO DZEKO, UNA DIFESA A SPADA TRATTA - Sulle parole del bosniaco, che dopo il ko con l'AEK aveva criticato i fischi del "Franchi", la società si schiera compatta col suo giocatore. «Edin è un uomo tutto d'un pezzo», sottolinea Ferrari. «Ha detto cose importanti non per tutelare sé stesso, ma per proteggere il gruppo. Le sue parole vanno lette così: voleva unire e dire che abbiamo bisogno di tutti. Capiamo l'amarezza dei tifosi, la viviamo anche noi, ma serve compattezza».

IL RETROSCENA SU PALLADINO E LA SCELTA VANOLI - L'incrocio con l'ex tecnico, oggi sulla panchina dell'Atalanta, è l'altro tema caldo. Ferrari glissa elegantemente sulle voci che volevano Palladino vicino al ritorno dopo l'addio di Pioli: «È la prima volta che lo rivediamo, lo saluterò volentieri. Quando abbiamo deciso di cambiare guida tecnica c'erano più nomi sul tavolo, è normale, ma siamo andati decisi su Vanoli. Dopo averlo incontrato, la scelta è stata immediata».

I PASSI INDIETRO IN EUROPA - Infine, un'analisi sul perché della ricaduta in Conference League. «Semplicemente perché non siamo ancora guariti», conclude il DG con onestà. «A Genova e con la Juve avevamo ripreso fiducia, ma giovedì abbiamo fatto due passi indietro. Serve trovare la quadra per mantenere una performance costante: solo così potremo ragionare sul futuro».

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Sezione: Calciomercato / Data: Dom 30 novembre 2025 alle 17:44
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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