Il calcio è una materia strana, a tratti incomprensibile. L'Atalanta viaggiava a mille all'ora, comandava le operazioni a Reggio Emilia e sembrava in procinto di sbranare il Sassuolo. Poi, il rosso a Pinamonti. Invece di azzannare la preda, la squadra di Palladino si è persa nel labirinto eretto dai padroni di casa. Due linee da quattro, densità estrema e una manovra nerazzurra diventata improvvisamente lenta, prevedibile, testardamente centrale. «Non cerchiamo alibi o scuse per aver giocato mercoledì in Champions», ha spiegato lucidamente il tecnico. Ed è giusto così. È mancata la cattiveria nell'uno contro uno, è mancata l'ampiezza. Giocare in superiorità numerica, a volte, spegne la fame e accende la leziosità, portando a sbattere contro un muro che si poteva aggirare.

Quella transizione da fermare. Si ferma a nove la striscia di risultati utili consecutivi in campionato nel 2026. Un incidente di percorso che non sposta gli equilibri della nostra stagione, ma che lascia un po' di amaro in bocca. Ciò che fa più rabbia a Palladino, e a tutti noi, è la leggerezza sul secondo gol emiliano. Quella transizione andava spezzata prima, con le buone o con un sano fallo tattico. Portarsi gli avversari in area in quel modo, quando sei tu a dover dominare il campo e gestire i ritmi, è un peccato capitale di sufficienza. Aver riaperto i giochi troppo tardi è solo la beffa finale di un pomeriggio nato bene e finito storto.

Testa alla Coppa (con l'infermeria piena). Adesso, però, è vietato fare drammi o lunghi processi. C'è da azzerare tutto a tempo di record, perché mercoledì ci aspetta la Lazio per l'andata delle semifinali di Coppa Italia. Un trofeo a cui la società e tutta Bergamo sono da sempre visceralmente legate. Ci arriveremo stringendo i denti: De Ketelaere è sicuramente out, Raspadori resta in fortissimo dubbio e verrà valutato con estrema cautela, mentre Ederson continua a lottare con un affaticamento muscolare che lo spinge verso l'ennesimo forfait preventivo. L'unica nota lieta è il rientro di Ahanor dalla febbre. Servirà fare di necessità virtù, ma soprattutto servirà ritrovare l'anima feroce della Dea. Resettare e ripartire, senza guardarsi indietro.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 14:46
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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