Il mal di pancia della Juventus ha un'origine ben precisa che risiede tra i pali, e l'antidoto perfetto per curare questa profonda crisi tecnica potrebbe trovarsi proprio in casa dell'Atalanta. Mentre a Torino si leccano le ferite per i troppi passaggi a vuoto della propria retroguardia, il mirino della dirigenza bianconera è tornato a puntarsi con insistenza su Marco Carnesecchi, individuato come il profilo ideale per blindare una porta diventata improvvisamente troppo vulnerabile.
IL CROLLO ALLA CONTINASSA - Il tonfo casalingo contro il Como ha scoperchiato il vaso di Pandora. Le evidenti sbavature di Di Gregorio, culminate nell'errore decisivo che ha regalato la rete a Vojvoda, si sommano in maniera drammatica agli otto gol incassati nel tremendo uno-due contro Inter e Galatasaray. Una striscia da incubo che ha scatenato i malumori e le critiche feroci della piazza. A tentare di fare scudo ci ha pensato Luciano Spalletti nel post-partita, pur non nascondendo la gravità del momento: «Sta attraversando una fase complessa, esattamente come il resto della rosa. Certo, non possiamo permetterci di sbagliare un appoggio in quella maniera, ma in quell'azione c'è stata una catena di errori e le colpe vanno equamente divise con i compagni».
IL SOGNO NERAZZURRO E IL PREZZO DELLA DEA - Con la tifoseria piemontese sul piede di guerra, nei corridoi del mercato è tornato a riecheggiare il saggio consiglio che Gianluigi Buffon aveva dispensato ai vertici juventini in tempi non sospetti, indicando il portiere orobico Marco Carnesecchi come suo erede naturale. Strapparlo ai Percassi, tuttavia, si preannuncia come un'impresa ai limiti dell'impossibile. La società lombarda è irremovibile e per lasciar partire il suo gioiello non scende dalla valutazione di quaranta milioni di euro, forte anche del pressing asfissiante proveniente dalla Premier League, con Arsenal e Manchester United sempre alla finestra.
LE STATISTICHE DI UN FUORICLASSE - La valutazione astronomica fissata da Zingonia è ampiamente giustificata dal rendimento stratosferico offerto sul campo. Il classe 2000 si è trasformato nell'autentico fattore in più delle cavalcate della Dea, collezionando ben ottantatré parate decisive a fronte di soli ventidue palloni raccolti in fondo al sacco. Il dato più impressionante riguarda però l'anno solare in corso - scrive Il Corriere dello Sport -: nel 2026 ha già sigillato la propria porta in ben sette occasioni, issandosi in vetta alla speciale classifica dei clean sheet in coabitazione con lo svizzero Sommer.
GLI INTRECCI E LE ALTERNATIVE - Qualora l'assalto a Bergamo dovesse rivelarsi economicamente insostenibile, la Vecchia Signora potrebbe decidere di disturbare le manovre dell'Inter nella corsa a Guglielmo Vicario. L'estremo difensore del Tottenham ha nostalgia dell'Italia e ha già strizzato l'occhio ai milanesi, ma la richiesta di trenta milioni frena l'affare. Resta invece un ricordo sfumato la pista che portava a Christos Mandas: corteggiato a gennaio quando il Genoa pressava per avere Mattia Perin, il greco è poi volato al Bournemouth, dove si sta imponendo ad altissimi livelli e dove rimarrà in caso di un'improbabile qualificazione in Champions degli inglesi.
L'Atalanta, forte di una programmazione impeccabile, osserva la frenesia altrui dalla sua comoda posizione di forza. Avere in casa uno dei migliori interpreti europei del ruolo significa poter dettare le regole del mercato, lasciando alle pretendenti l'arduo compito di trovare i fondi per sognare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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