SASSUOLO-ATALANTA 2-1 (p.t. 1-0)
23' Konè (S), 69' Thorstvedt (S), 88' Musah (A)

MURIC, voto 7
Un pomeriggio da incorniciare per l'estremo difensore, assoluto baluardo a guardia della propria porta. Anche quando sembra battuto, ci pensa la dea bendata, con l'aiuto provvidenziale dei legni, a respingere gli assalti atalantini in almeno tre circostanze. Sul guizzo finale di Musah non ha reali colpe, ma per il resto della gara trasmette una sensazione di totale impermeabilità. Invalicabile.

COULIBALY, voto 6,5
Una prestazione di straordinaria abnegazione tattica. Mantiene la posizione con la rigidità di una sentinella, non facendosi mai scomporre nemmeno dalle energie fresche portate dall'ingresso di Sulemana. Fondamentale il supporto che riceve da Berardi, con cui costruisce una catena di destra pressoché ermetica, uscendo vincitore dalla quasi totalità dei duelli individuali. Roccioso.

MUHAREMOVIC, voto 7
L'avvio è di quelli che fanno tremare i polsi, patendo la rapidità e gli inserimenti di Zalewski. Tuttavia, ha il grande merito di non disunirsi: prende progressivamente le misure, registra la bussola e, nella ripresa, si trasforma in un muro di gomma su cui sbattono sistematicamente gli avanti bergamaschi. Una crescita esponenziale all'interno dei novanta minuti. Crescente.

IDZES, voto 6,5
Ammonito nei primissimi rintocchi della sfida, si trova a dover gestire un'intera partita sul filo del rasoio. Lo fa con una lucidità e un sangue freddo invidiabili, non perdendo mai la bussola e amministrando la zona centrale senza patemi. È pur vero che gli attaccanti dell'Atalanta non gli rendono la vita impossibile, ma la sua lettura preventiva è sempre puntuale. Equilibrato.

GARCIA, voto 6,5
Grosso gli rinnova la fiducia a discapito di Doig, e lui lo ripaga con una prova di grande solidità. L'ingrato compito di arginare le folate di Bellanova viene assolto con maestria: chiude ermeticamente la corsia mancina, annullando di fatto le sortite del laterale nerazzurro. Attento, concentrato e sempre posizionato in modo ineccepibile. Ermetico.

THORSTVEDT, voto 7
Il fioretto del centrocampo neroverde. Scalda il mancino nel primo tempo, per poi estrarre dal cilindro un capolavoro balistico nella ripresa: una traiettoria velenosa e imprendibile per Carnesecchi che merita la copertina. A corredo della prodezza, offre una prestazione di altissima maturità tattica e tecnica. Pittore.

MATIC, voto 6,5
Il ritorno del metronomo restituisce geometrie e ossigeno alla manovra del Sassuolo. Anche in una condizione di cronica inferiorità numerica e profonda sofferenza, è lui ad abbassare i ritmi e a gestire il pallone con la freddezza del veterano. Sbaglia percentuali irrisorie di passaggi, confermandosi l'architetto della mediana. Saggio.

dal 74’ LIPANI, SV

KONÉ, voto 7
Il senso dell'inserimento elevato ad arte: quinto sigillo stagionale, a conferma di un tempismo da incursore nato. Oltre al comodo tap-in vincente, garantisce una diga di sostanza e muscoli in mezzo al campo. Unica pecca di un pomeriggio quasi perfetto è la disattenzione nel recupero, quando perde la marcatura su Musah rischiando di riaprire i giochi. Martello.

dal 90’ DOIG, SV

BERARDI, voto 7,5
Si spoglia dei panni del rifinitore lezioso per indossare l'elmetto da trincea. L'inferiorità numerica lo costringe a una gara di puro sacrificio, abbassandosi costantemente sulla linea dei terzini per raddoppiare su Bernasconi e Zalewski. Una prova di maturità e attaccamento alla maglia che manda in visibilio il pubblico di casa. Capitano vero. Eroico.

dal 73’ NZOLA, voto 6
Entra e si adegua immediatamente allo spirito battagliero della squadra, rincorrendo avversari fino alla propria trequarti. Volenteroso.

PINAMONTI, voto 4
Un black-out inspiegabile che rischia di compromettere irrimediabilmente il piano tattico studiato in settimana. Dopo appena quindici minuti si rende autore di un intervento scomposto e pericolosissimo sulla caviglia di Djimsiti. Un'espulsione sacrosanta figlia di un'ingenuità imperdonabile. Sciagurato.

LAURIENTÉ, voto 7
L'inferiorità numerica, paradossalmente, esalta le sue doti di contropiedista. Lasciato spesso isolato in avanti, si trasforma in una spina nel fianco perenne per la difesa atalantina. Strappa in campo aperto, tiene in apprensione l'intera retroguardia ospite e confeziona ben due assist vincenti. Devastante.

dal 73’ FADERA, SV

dall’80’ IANNONI, SV

ALL. FABIO GROSSO, voto 7,5
La follia di Pinamonti in avvio avrebbe potuto far saltare il banco, ma la reazione della sua squadra è un capolavoro di compattezza e organizzazione. Trasmette ai suoi una feroce voglia di resistere, disegnando un blocco basso impenetrabile e sfruttando con cinismo letale le ripartenze. Il sacrificio di Berardi è la fotografia perfetta di un gruppo granitico, plasmato a sua immagine e somiglianza. Stratega.

Sezione: Il Pagellone / Data: Dom 01 marzo 2026 alle 17:23 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture