Ogni allenatore porta con sé un'identità, un modo di vedere il calcio e — inevitabilmente — una lista di giocatori che incarnano quella visione meglio di qualunque altro. Maurizio Sarri più di tutti ha un modello preciso nella testa, e quando trova qualcuno che gli corrisponde lo vuole con sé a prescindere dalla categoria. Ha portato Elseid Hysaj da Empoli a Napoli e poi a Roma alla Lazio, trascinando con sé Jorginho, Piotr Zieliński, Matías Vecino, Pedro e Pepe Reina. Con Hysaj, il Comandante detiene il secondo record assoluto di presenze tra una coppia allenatore-giocatore nell'era dei tre punti in Serie A — 221 apparizioni in campionato tra Empoli, Napoli e Lazio — superato soltanto dalla coppia Gasperini-De Roon con 261. Un dato che racconta l'ossessione di Sarri per la continuità e il riconoscimento reciproco.
IL REGISTA: L'OSSESSIONE CHE GUIDA TUTTO - In un calcio in cui la tecnica è merce sempre più rara, il primo tassello del mosaico sarriano è il regista. Jorginho alla Lazio era Jorginho, poi è arrivato Nicolò Rovella, che il Comandante porterebbe volentieri con sé a Bergamo — ma la Lazio non è disposta a privarsene. I nomi circolati come alternative sono diversi: Samuele Ricci, già nel mirino del toscano ai tempi della Lazio prima che il centrocampista passasse dal Torino al Milan, è un profilo ideale per caratteristiche ma difficilmente raggiungibile. Niccolò Fagioli, oggi alla Fiorentina dopo l'addio alla Juventus, è un altro candidato con certe caratteristiche. Adrian Bernabé del Parma, più fisico e di stampo moderno, è un nome che circola con insistenza. E poi — come ricostruisce L'Eco di Bergamo — c'è il vecchio pallino Lucas Torreira del Galatasaray, un mediano basso dalla tecnica sopraffina che Sarri conosce bene. Non è più obbligatorio essere grandi e grossi: conta saper far girare il pallone.
LE MEZZALI E IL SOGNO LOFTUS-CHEEK - Per il ruolo di mezzala il nome più affascinante porta a Londra passando per Milano. Ruben Loftus-Cheek è un centrocampista che Sarri ha avuto al Chelsea e che avrebbe voluto portare alla Lazio: dinamico, potente, capace di abbinare qualità tecnica e fisicità nel cuore del campo. Un profilo di altissimo livello che, al momento, è fuori portata per il budget nerazzurro, ma che resta un sogno dichiarato. Diverso il caso di Sergej Milinković-Savić: trentun anni e l'esilio dorato in Arabia Saudita lo rendono un obiettivo praticamente impossibile da raggiungere. L'Atalanta dovrà trovare qualcosa di simile nel mercato europeo, compatibilmente con le risorse disponibili — che dopo la cessione di Sarri che porta a Bergamo il suo sarrismo consacrato nella storia del calcio italiano saranno comunque cospicue.
TRA I PALI, IL NODO CARNESECCHI E IL PIANO B DI GREGORIO - Marco Carnesecchi è una certezza, il portiere migliore della Serie A secondo molti addetti ai lavori: Sarri lo terrebbe senza esitazione. Ma il mercato è il mercato, e se arrivasse un'offerta impossibile da rifiutare, il toscano sa già dove guardare. Il suo identikit per il portiere ideale è preciso: deve essere bravo con i piedi, capace di costruire dal basso e di partecipare attivamente alla manovra. In questo senso è calzante il nome di Michele Di Gregorio, che la Juventus ha messo sul mercato e che ha tutte le caratteristiche tecniche richieste dal gioco sarriano. Alternativa possibile: Ivan Provedel, portiere della Lazio in uscita dopo l'arrivo di Gattuso, che Sarri conosce benissimo.
MARIO GILA, IL SOGNO IMPOSSIBILE DELLA DIFESA - La rivoluzione più profonda riguarda la retroguardia. L'Atalanta gioca a tre da un decennio, e passare alla difesa a quattro non è solo una questione tattica: è una trasformazione culturale che richiede giocatori abituati a quel tipo di calcio, capaci di ricevere e di uscire in impostazione, di difendere in linea anziché in profondità. Sarri assegna compiti precisi ai suoi difensori, e l'ideale sarebbe portarne almeno uno che ha già vissuto il sarrismo dall'interno. Il nome stuzzicante, riportato da L'Eco di Bergamo, è quello di Mario Gila: difensore centrale spagnolo di 25 anni, nato a Santa Perpètua de Mogoda, cresciuto nel Real Madrid e affermatosi come uno dei migliori centrali della Serie A proprio sotto la guida del Comandante alla Lazio. Ha un contratto con i biancocelesti fino al 2027, ma si parla di addio in estate. Il problema — doppio — è che Lotito chiede 40 milioni, e il Real Madrid mantiene il 50% sulla rivendita, il che significa che metà della cifra non andrebbe a Bergamo ma a Madrid. Oltretutto il Milan preme, e il club rossonero ha già il via libera dal proprietario Gerry Cardinale per chiudere l'operazione. Un'impresa ardua, ma un acquisto di questo tipo sarebbe il modo più rapido e convincente per cominciare a rendere l'Atalanta davvero sarriana: un difensore che conosce già i meccanismi del Comandante, che può insegnare quel calcio ai compagni dall'interno dello spogliatoio.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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