Il Tar del Lazio ha confermato la sanzione da oltre 14 milioni di euro inflitta dall'Agcom a Cloudflare, rafforzando il quadro normativo alla base del sistema italiano di contrasto alla pirateria online.

Nella sentenza, il tribunale amministrativo ha ribadito un principio ritenuto centrale: l'Agcom può ordinare la disabilitazione di contenuti illeciti anche nei confronti di fornitori di servizi con sede all'estero. A fare la differenza, infatti, non è il luogo in cui opera l'azienda, ma il territorio in cui l'illecito produce i propri effetti.

Il Tar ha inoltre riconosciuto la legittimità di Piracy Shield, la piattaforma utilizzata per contrastare la diffusione illegale di contenuti protetti da diritto d'autore. Il sistema, validato dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e supportato dal meccanismo delle whitelist, è stato ritenuto conforme al quadro normativo vigente.

Secondo i giudici, chi ha scelto di non accreditarsi alla piattaforma e di non presentare osservazioni o reclami durante il procedimento non può successivamente sostenere di aver subito una lesione delle proprie garanzie.

Confermata anche la proporzionalità della sanzione economica: la multa da oltre 14 milioni di euro è stata giudicata adeguata rispetto alle dimensioni di Cloudflare, gruppo multinazionale con un fatturato superiore a 1,6 miliardi di dollari.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Lega Serie A. L'amministratore delegato Luigi De Siervo ha definito le pronunce del Tar «una svolta storica nella tutela del diritto d'autore e dell'industria sportiva italiana», sottolineando l'importanza delle decisioni nel rafforzare gli strumenti di contrasto alla pirateria audiovisiva.

Sezione: Altre news / Data: Sab 18 luglio 2026 alle 11:30
Autore: Daniele Luongo
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