Quando Piero Ausilio parla, il mercato dell'Inter smette di essere ipotesi e diventa programma. Il direttore sportivo nerazzurro ha scelto parole precise per descrivere il profilo del terzino destro che dovrà raccogliere l'eredità di Denzel Dumfries, ormai in procinto di diventare ufficialmente un giocatore del Real Madrid: «Verrà sostituito con un giocatore altrettanto forte e più giovane». Poi ha aggiunto, con la sicurezza di chi conosce la storia del club: «Gli ultimi tre terzini comprati sono Cancelo, Hakimi, Dumfries, il quarto speriamo vada bene come loro». Un identikit che, declinato sulle coordinate del mercato attuale, porta dritto a un nome: Nicolò Palestra.
TUTTO SU PALESTRA - L'Inter ci crede, e ci crede con fondamenta solide. Il club campione d'Italia è convinto di poter chiudere l'operazione, forte di un elemento che non è trascurabile: il giocatore vuole trasferirsi a Milano. Palestra ha già un'intesa di massima con i nerazzurri per un contratto fino al 2031 con un ingaggio di circa 3 milioni netti a stagione, cifra coerente con la struttura gerarchica del monte ingaggi interista. La prospettiva di trovare a Milano un covo di compagni della Nazionale e di fare il salto in un club capace di lottare su tutti i fronti lo attrae concretamente. I presupposti ci sono tutti: l'Inter ha già trovato la propria equazione economica per chiudere l'affare, contando sull'incasso dalla clausola di Dumfries per ridurre il divario con le richieste della Dea.
LA DEA NON CEDE UN CENTIMETRO - Ed è proprio qui che la trattativa si complica. L'Atalanta non ha alcuna intenzione di fare sconti: la valutazione del proprio terzino resta alta, e il club orobico non ha mostrato alcuna apertura alle cifre inizialmente proposte dall'Inter. Una posizione di forza che si regge su basi concrete: Palestra è giovane, ha il contratto in essere, ed è oggetto di interesse di più club, anche dalla Premier League. Fare muro non è testardaggine, è politica commerciale.
IL PRECEDENTE CHE BRUCIA ANCORA - L'Inter sa bene cosa significa fare affidamento sulla volontà del giocatore quando di mezzo c'è l'Atalanta. Il caso Ademola Lookman è ancora fresco nella memoria di tutti: anche il nigeriano, in quella circostanza, aveva espresso un desiderio netto di trasferirsi a Milano, e anche allora i rapporti tra i due club erano cordiali. Eppure la Dea non aveva mosso di un millimetro la propria valutazione, e l'operazione non si era mai concretizzata. La storia, nella sua ciclicità, suggerisce cautela: la volontà del giocatore è un fattore, non la leva decisiva.
UNA TRATTATIVA CHE PUÒ SBLOCCARSI - Detto questo, il mercato non è una sentenza definitiva. L'Inter non ha rinunciato, l'Atalanta non ha chiuso la porta a titolo definitivo, e l'estate è ancora lunga. Che l'affare si possa fare, prima o poi, è uno scenario concreto: le condizioni soggettive ci sono tutte, manca ancora l'accordo economico tra i club. Ausilio ha già fatto capire qual è il giocatore che vuole. Adesso tocca ai numeri trovare un'intesa che soddisfi entrambe le parti. La Dea aspetta, serena nella propria posizione. L'Inter insiste, consapevole che il tempo, lavorando, potrebbe diventare un alleato.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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