La sfida di oggi alla New Balance Arena poteva non essere un incrocio da ex, ma un ritorno al passato. Dietro Atalanta-Fiorentina si nasconde una "sliding door" di mercato che avrebbe potuto cambiare la storia recente di entrambe le panchine. Secondo quanto rivelato dall'edizione odierna de La Nazione, le strade di Raffaele Palladino e della società toscana sono state vicinissime a ricongiungersi appena un mese fa, in quei giorni frenetici seguiti all'esonero di Stefano Pioli.

IL PRESSING DEI SENATORI E IL NO DELLA SOCIETÀ - Il tecnico campano era finito prepotentemente nella lista dei candidati per risollevare la Viola. A spingere per il "Palladino-bis" c'era una parte influente dello spogliatoio, quei giocatori che con lui avevano volato l'anno precedente e che ne invocavano il ritorno. Tuttavia, la trattativa non è mai decollata fino alla fumata bianca. Il motivo? Le richieste dell'allenatore sono state giudicate eccessive dalla dirigenza toscana per un subentro a stagione in corso. Troppi vincoli per un matrimonio d'urgenza, che hanno convinto la Fiorentina a virare con decisione su Paolo Vanoli.

LA STRATEGIA DI RAFFAELE, L'ATALANTA NEL MIRINO - Ma c'è un altro dettaglio fondamentale. Mentre valutava l'ipotesi di tornare a Firenze, Palladino aveva lo sguardo rivolto altrove, precisamente verso Bergamo. Il tecnico era pienamente consapevole che la posizione di Ivan Juric all'Atalanta era precaria e che la panchina nerazzurra si sarebbe liberata a stretto giro di posta. Una scommessa vinta: ha atteso l'occasione giusta, ha sposato il progetto Percassi e oggi si ritrova a sfidare il suo passato, non più come possibile salvatore, ma come avversario che vuole i tre punti per lanciare la Dea anche in campionato.

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Sezione: Calciomercato / Data: Dom 30 novembre 2025 alle 14:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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