Il Monza ha sciolto gli indugi: la panchina della prossima stagione sarà di Ivan Jurić. Dopo la rottura con Bianco e un sondaggio con Alberto Gilardino, il club brianzolo ha affidato al tecnico croato il compito più ostico, quello di salvare una neopromossa.

LA REGIA DI OBIANG E BALDISSONI - A disegnare il nuovo corso tecnico sono stati il neo direttore sportivo Pedro Obiang e l'amministratore delegato Mauro Baldissoni. È stato proprio il dirigente, con un passato alla Roma, a indicare l'uomo su cui ripartire: un allenatore che appena due stagioni fa figurava tra i più apprezzati della Serie A e che oggi, a sorpresa, riceve un nuovo mandato nel massimo campionato.

I MODELLI ATALANTA E COMO - La linea della proprietà l'aveva tracciata lo stesso Baldissoni pochi giorni fa, indicando due percorsi virtuosi come bussola: «l'Atalanta, che in dieci anni è passata dalla zona salvezza all'Europa fissa, e il Como, che in soli due anni è salito dalla serie B alla Champions». Storie stimolanti, certo, ma con un rovescio della medaglia: a forza di scalate, ha avvertito il dirigente, la zona pericolosa si è ristretta, infoltita dalle neopromosse e da club come Lecce, Parma e Cagliari.

DA TORINO AL TRACOLLO - Per misurare la portata della scommessa basta ripercorrere gli ultimi diciotto mesi. Archiviato il triennio al Torino, nella sosta del settembre 2024 la Roma lo chiama per rilevare Daniele De Rossi: Jurić accetta, ma meno di due mesi più tardi è già fuori. Quattro vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte spingono i giallorossi a richiamare Claudio Ranieri, con l'esonero arrivato il 10 novembre. Pochi giorni e il tecnico è di nuovo in corsa, stavolta in Premier League: il Southampton lo ingaggia per una salvezza già proibitiva, ma l'avventura inglese si trasforma in un incubo. Una vittoria, un pareggio e dodici sconfitte in quattordici gare, una sfilza di record negativi e l'addio ad aprile, con il triste primato della peggior media punti nella storia del campionato inglese.

L'ILLUSIONE BERGAMASCA - Nonostante il disastro inglese, a luglio arriva la chiamata più pesante: l'Atalanta lo sceglie per raccogliere l'eredità di Gian Piero Gasperini. A sorpresa, sono i Percassi a puntare su di lui dopo nove stagioni con il tecnico di Grugliasco, affidandogli il compito quasi impossibile di succedere a chi ha riscritto la storia nerazzurra. Missione fallita: quattro vittorie, otto pareggi, tre sconfitte e, dopo quindici giornate, un nuovo benservito. Il 10 novembre 2025 — un anno esatto dopo Roma — Jurić viene sollevato dall'incarico per fare spazio a Raffaele Palladino.

UN PRIVILEGIO PER POCHI - Ed eccoci a oggi. Stavolta la pausa è stata più lunga e, dopo due anni così, la sua ricomparsa su una panchina di Serie A non era affatto scontata. E invece il Monza gli apre le porte: in appena un anno e mezzo Jurić ha incassato tre occasioni di rilancio, un lusso concesso a pochissimi, mentre a Bergamo si è ormai voltato pagina.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 21:22
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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