L'Hapoel Tel Aviv è una delle due squadre che possono incrociare l'Atalanta negli spareggi di Conference League. Un nome che al grande pubblico italiano dice poco, ma che nel calcio israeliano pesa quanto pochi altri: bacheca ricchissima, tifoseria fra le più numerose del Paese e un passato europeo che, in due occasioni, ha lasciato il segno anche fuori dai confini nazionali.

IL BLASONE DEI ROSSI - Fondato nei primi decenni del Novecento, il club di Tel Aviv ha collezionato titoli nazionali e coppe di Israele fino a diventare uno dei simboli storici del movimento. In Europa il picco arrivò nella Coppa UEFA 2001/02, con un cammino spinto fino agli ottavi di finale, e soprattutto nel 2010/11, quando i Rossi centrarono la qualificazione alla fase a gironi di Champions League: un traguardo che nel calcio israeliano resta un'eccezione. L'ultima partecipazione a un girone continentale risale però all'Europa League 2012/13.

UN RITORNO ATTESO DODICI ANNI - Prima di questa estate l'Hapoel mancava dalle coppe dal 2014/15, quando fu eliminato dall'Astana nel secondo turno di Europa League. È dunque la prima volta assoluta in Conference League per una società che, nel frattempo, ha attraversato anche stagioni complicate tra seconda serie e ricostruzione.

LA CASA È A MISKOLC - Il dettaglio logistico non è secondario: le gare interne europee non si giocano a Tel Aviv, bensì al Diósgyőri Stadion di Miskolc, in Ungheria. Anche l'eventuale confronto con l'Atalanta, dunque, si disputerebbe lontano dal Bloomfield, in un contesto molto meno ostile di quello che i nerazzurri avrebbero trovato in Israele.

COME È ARRIVATA QUI - Il percorso è cominciato dal secondo turno preliminare, contro un avversario di rango come il Ludogorets. All'andata è finita 2-0: sblocca Omri Altman al 45' su assist di Stav Turiel, poi nel finale arriva il raddoppio del difensore brasiliano Chico. Al ritorno in Bulgaria, il 30 luglio, il 2-2 ha certificato il passaggio del turno con un complessivo di 4-2. Un risultato pesante, che ha eliminato una delle abituali frequentatrici dei gironi europei.

LA ROSA E IL MERCATO - L'organico mescola profili israeliani e stranieri di discreto livello internazionale: dal portiere Assaf Tzur al centrale congolese Fernand Mayembo, dal francese Marcus Coco al portoghese Xande Silva, passando per il ghanese Emmanuel Boateng in attacco, il brasiliano Lucas Falcão e il bulgaro Andrian Kraev in mediana. Sul mercato estivo la società si è mossa con innesti mirati: dall'Olympiacos è arrivato il terzino Doron Leidner per circa 400mila euro, mentre a centrocampo si è aggiunto Yarden Ferber, prelevato a costo zero dall'Hapoel Haifa. Tra le uscite, il portiere Gal Amos, passato all'Ironi Tiberias.

IL PIÙ RAPPRESENTATIVO - Se c'è un giocatore che incarna questa squadra è Altman: esterno offensivo con un passato nelle grandi del calcio israeliano, è l'uomo che ha aperto la strada contro il Ludogorets ed è il riferimento tecnico del reparto avanzato. Accanto a lui, Turiel resta il principale creatore di occasioni.

LA SCHEDA DELL'ALLENATORE - In panchina siede Elyaniv Barda, 44 anni, per anni attaccante di riferimento della nazionale israeliana e del Genk in Belgio. Alla guida dei Rossi ha superato quota settanta panchine con oltre sessanta punti percentuali di vittorie, e alla vigilia della sfida col Ludogorets aveva portato la squadra a sei gare consecutive senza sconfitte, inclusa la qualificazione ai rigori contro il Beitar Gerusalemme in Toto Cup.

L'UNDICI TIPO - Questa la formazione schierata nell'ultima uscita continentale, un 4-2-3-1: Tzur; Coco, Mayembo, Chico, Leidner; Falcão, Kraev; Turiel, Boateng, Xande Silva; Altman.

Un avversario tutt'altro che comodo, insomma, per Maurizio Sarri. Ma prima ci sarà il terzo turno: il nome definitivo della rivale della Dea si conoscerà solo il 13 agosto.

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Sezione: Conference League / Data: Lun 03 agosto 2026 alle 14:44
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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