Non basta il blasone dei Campioni del Mondo per Club per uscire indenni dalla bolgia di Bergamo. Enzo Maresca lascia la New Balance Arena con l'amaro in bocca per una partita che il suo Chelsea sembrava avere in pugno e che invece gli è sfuggita via, sgretolandosi sotto i colpi della reazione atalantina. Ai microfoni di Sky Sport, incalzato dalle domande dello studio e di Fabio Capello, il tecnico italiano non cerca scuse ma offre una lettura lucida delle due facce della medaglia: da un lato la consapevolezza di aver controllato la gara per lunghi tratti, sfiorando il colpo del ko; dall'altro l'ammissione di un crollo psicologico e tattico avvenuto subito dopo la rete del pareggio, momento che ha definitivamente spostato l'inerzia del match verso i nerazzurri. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, il risultato finale racconta di una rimonta subita. Analizzando a caldo, crede che questa sconfitta sia figlia di un calo di attenzione da parte vostra o vada attribuita alla perfezione calcistica espressa dall'Atalanta in certi frangenti?
«Direi entrambi i fattori. Credo che fino al momento del gol che abbiamo concesso per l'1-1, la mia squadra fosse assolutamente in controllo della gara. Gestivamo il campo e i ritmi. Poi, dopo aver subito il pareggio, la dinamica della partita è cambiata radicalmente. Purtroppo in questo momento è andata così: abbiamo perso il filo del discorso, ma cercheremo di analizzare gli errori per fare meglio nelle prossime sfide».
Dallo studio Fabio Capello sottolinea come sia stata una partita difficile, dove il Chelsea, dopo essere stato ripreso, ha dato l'impressione di soffrire maledettamente l'aggressività avversaria. È stato sorpreso dalla reazione dell'Atalanta?
«Come ho appena detto, la mia analisi parte dal presupposto che eravamo in controllo. Abbiamo iniziato il secondo tempo con il piglio giusto e, va sottolineato, abbiamo avuto due occasioni nitide per fare il 2-0 e chiudere probabilmente i conti. Invece abbiamo concesso l'1-1 e da quel preciso istante è cambiata l'inerzia. Dopo il 2-1 ci abbiamo riprovato, abbiamo tentato di rimetterla in piedi, ma il momento cruciale è stato quel passaggio a vuoto».
È vero che avevate il controllo, ma va anche detto che nel primo tempo, prima del vostro vantaggio, l'Atalanta aveva già avuto due occasioni chiarissime per segnare. Non crede che la sofferenza ci sia stata ben prima del pareggio?
«Attenzione, non ho mai detto che non abbiamo sofferto l'Atalanta. Contro una squadra del genere si soffre sempre, è inevitabile. Però, al netto delle occasioni concesse, la sensazione dal campo era che stessimo controllando abbastanza bene la gara in generale. Ribadisco il concetto: credo che il nostro peggior momento, quello che ci è costato la partita, sia stato il lasso di tempo immediatamente successivo al gol dell'1-1. Lì abbiamo perso le distanze e concesso anche il secondo gol che ha deciso l'incontro».
Enzo Maresca fotografa la sconfitta come una questione di "momenti". Il Chelsea paga a caro prezzo l'incapacità di uccidere la partita quando ne ha avuto l'occasione e la fragilità mostrata nel momento in cui l'Atalanta ha alzato i giri del motore. Una lezione che il tecnico italiano porterà a Londra: a Bergamo, se allenti la presa anche solo per un istante, la Dea non perdona.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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