L’arbitro australiano Shaun Evans è finito al centro di una controversia durante la sfida tra Germania e Curaçao, dopo essere stato ripreso in diretta televisiva mentre compiva un gesto che alcuni osservatori hanno associato a simboli utilizzati da gruppi suprematisti bianchi.

Le immagini mostrano il direttore di gara mentre unisce pollice e indice formando un cerchio, con le altre dita distese. Sebbene questo gesto sia comunemente utilizzato in molti Paesi per indicare approvazione o “ok”, negli ultimi anni è stato talvolta appropriato da ambienti estremisti come simbolo legato all’espressione “White Power”.

Le reazioni sui social network hanno spinto la FIFA a intervenire rapidamente. Secondo quanto emerso, l’organizzazione avrebbe modificato il protocollo televisivo relativo alla sala VAR: nelle gare successive, gli arbitri addetti al videoarbitraggio non sarebbero più stati inquadrati frontalmente, ma esclusivamente durante le operazioni di controllo dei monitor.

La vicenda ha portato all’apertura di un’indagine ufficiale da parte della FIFA, che consentirà a Evans di fornire chiarimenti sul significato del gesto e sul contesto in cui è stato compiuto.

Dura la posizione di FARE, l’organismo europeo che monitora episodi di razzismo, discriminazione e simboli d’odio nel calcio internazionale. L’associazione ha definito il gesto «neonazista» e ha chiesto provvedimenti nei confronti dell’arbitro.

Al momento non sono arrivate dichiarazioni ufficiali né dalla FIFA, né dalla Football Australia, né dall’Australian Football Referees Association. L’esito dell’indagine sarà determinante per chiarire la natura dell’episodio e valutare eventuali conseguenze disciplinari.

Sezione: Mondiali 2026 / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 15:15
Autore: Daniele Luongo
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