Gianni Infantino è finito sotto la lente della politica americana. Il deputato democratico Jamie Raskin ha chiesto al presidente della Fifa di presentarsi davanti alla Commissione Giustizia della Camera per chiarire la natura del rapporto, sempre più stretto, tra la federazione mondiale e Donald Trump.

IL PEACE PRIZE E IL SORTEGGIO - Il capitolo simbolo risale allo scorso dicembre. La cerimonia del sorteggio venne spostata da Las Vegas a Washington per volontà del presidente statunitense, che in quell'occasione ricevette dalle mani di Infantino il Fifa Peace Prize: un riconoscimento istituito appositamente per lui.

TRUMP TOWER E IL CASO BALOGUN - Sotto esame anche gli spazi affittati dalla Fifa per i propri uffici newyorkesi, collocati proprio nella Trump Tower. E poi la vicenda di Folarin Balogun: la squalifica dell'attaccante statunitense venne revocata dopo l'intervento diretto di Trump, che aveva telefonato al numero uno della Fifa alla vigilia di Belgio-Usa.

LA LISTA DEI DOCUMENTI - Il deputato ha fissato al 9 agosto il termine per ricevere l'elenco di ogni bene di valore – regali, premi, denaro – destinato al presidente, ai membri della sua amministrazione, ai loro familiari e alle entità collegate, Trump Organization compresa. Richiesti anche i registri dei visitatori delle sedi di Miami e New York, mentre la lettera vale come formale invito a conservare ogni comunicazione con l'entourage presidenziale – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – compresi i messaggi a scomparsa su Telegram, Signal, WhatsApp, X e Truth.

IL NODO POLITICO - Sul piano pratico, Raskin difficilmente potrà obbligare qualcuno a comparire: i democratici sono in minoranza alla Camera. Il vero significato dell'iniziativa è però prospettico. Se a novembre le elezioni di metà mandato ribaltassero gli equilibri, lo stesso Raskin sarebbe tra i candidati alla presidenza della commissione, e con quella carica arriverebbe il potere di emettere mandati di comparizione: un terreno in cui le aule di giustizia incrociano sempre più spesso il pallone.

LA REPLICA DELLA CASA BIANCA - Dall'amministrazione è arrivata una risposta durissima. Davis Ingle, portavoce della Casa Bianca, ha liquidato l'iniziativa con un attacco personale: «Raskin è l'idea che una persona stupida si fa di una persona intelligente», ha dichiarato ai microfoni di The Athletic, rivendicando poi l'impatto economico del Mondiale 2026 sulle città ospitanti e i miliardi generati dalla manifestazione.

LA LETTERA DI INFANTINO - Domenica sera il presidente della Fifa aveva affidato a una lettera aperta la difesa del torneo appena concluso, contrapponendo il lavoro della federazione alle critiche: «Mentre voi dividete, noi uniamo». Un messaggio che rivendica il ruolo di chi organizza contro chi, secondo Infantino, si limita a osservare dalle retrovie.

La partita, però, non si gioca sul campo. E il calendario politico americano rischia di pesare più di qualsiasi replica.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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