Stefano Borghi ha analizzato ai microfoni di Sky Sport la sconfitta casalinga dell'Atalanta contro il Cagliari, individuando il nodo della serata non nella mole di gioco prodotta ma nella capacità di trasformarla. Un'analisi che assolve in parte i nerazzurri e sposta l'attenzione su un tema tecnico ben preciso.

UN PROCESSO ANCORA IN CORSO - Il primo rilievo riguarda la dimestichezza con i nuovi principi, e su questo il commentatore non drammatizza: secondo lui è mancata «l'abitudine a questo tipo di gioco. E questo è fisiologico». Una lettura che colloca il problema dentro un percorso di adattamento, non dentro una crisi di risultati.

LA MOLE DI GIOCO NON È IL PROBLEMA - Guardando alla prestazione, il giudizio è tutt'altro che negativo: «l'Atalanta ha creato comunque anche tanto stasera». Anzi, a suo avviso i presupposti per uscire dal campo con un risultato diverso c'erano tutti: «l'Atalanta ha creato i presupposti per pareggiare, almeno questa partita». Tra le situazioni citate, la palla capitata al centrocampista serbo: «È stata una grande occasione di Samardžić».

IL BUCO NELL'ULTIMO TERZO - Il punto critico è tutto lì, nella zona che decide le partite. «quasi come se mancasse un pochino di qualità negli ultimi 20 metri», ha osservato, aggiungendo poi la sintesi più netta dell'intero ragionamento: «Non trovava la qualità giusta, la giocata giusta per risolverla». Non un problema di volume, dunque, ma di esecuzione nel momento decisivo.

CONDIZIONE O SOVRAPPENSIERO? - Sulle cause il commentatore preferisce porre una domanda anziché dare una risposta. Da un lato la forma dei singoli ancora da limare, dall'altro un'ipotesi più sottile, legata a il passaggio a un calcio profondamente diverso: «se sia addirittura per il fatto di dover giocare un calcio diverso, che hai un mezzo pensiero in più da fare». Con una conseguenza diretta sul rendimento: «E quindi perdi poi la fluidità». Un eccesso di elaborazione che frena l'istinto.

IL TALENTO C'È - Nessun dubbio, invece, sul materiale a disposizione di Maurizio Sarri: «i giocatori di qualità ci sono, alla fine ha fatto anche un bel gol Scamacca». La rete del centravanti resta il segnale che il potenziale offensivo non è in discussione. Serve solo che Scamacca e compagni trovino continuità nell'ultimo passaggio.

Un'analisi che invita alla calma senza nascondere il limite attuale. Il gioco c'è, manca chi lo chiuda.

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Sezione: Interviste / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 23:13
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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