CAPRILE, voto 6,5
Nel primo tempo lavora su conclusioni gestibili, dal destro di Scamacca al 6' al tiro senza forza di Ederson, e sul pari non ha responsabilità: il collo incrociato del centravanti gli arriva deviato e si infila nell'angolo basso. Il suo peso vero sta nell'ultimo quarto d'ora, quando esce con i tempi giusti sullo slalom di Samardžić e all'83' non si lascia scavalcare dal tocco sotto di Kessie, negando il pareggio che avrebbe cancellato tre punti. Attento.
ZÉ PEDRO, voto 7
La partita del Cagliari nasce dal suo piede: il lancio con cui al 20' pesca il taglio del compagno è una lettura da regista arretrato, non da terzino. E la spinta non si esaurisce l', perché al 54' punta e supera Kolašinac in progressione, mettendo dentro il pallone che solo la diagonale di Bellanova toglie a Fazzini. Contro l'esterno nerazzurro concede pochissimo e si arrende soltanto al colpo subito che lo costringe al forfait. Dominante.
Dal 68' SUGAWARA, voto 6
Debutto italiano dentro una gara da difendere: tiene la posizione senza mai esporsi, che è esattamente quello che gli veniva chiesto. Diligente.
DEIOLA, voto 7
Nel gioco aereo è una sentenza, e la sua serata si riassume in due stacchi: quello che ripulisce l'area sul traversone di Bernasconi nel finale e soprattutto quello del 60', quando svetta sullo schema da fermo e costringe l'avversario al braccio che vale il penalty. Sul pareggio è sfortunato, perché il rimpallo con il compagno di reparto apparecchia il tiro nerazzurro, ma il conto lo chiude ampiamente in attivo. Decisivo.
RODRIGUEZ, voto 6,5
Prende in consegna il centravanti più scomodo del campionato e, a parte il tacco subito al 6', non gli concede mai di girarsi con il pallone tra i piedi. Regge il corpo a corpo anche quando davanti a lui cambia l'interprete, restando concentrato fino all'ultimo assalto. Nella deviazione in angolo di inizio ripresa mostra pure la reattività che non sempre gli viene riconosciuta. Roccioso.
OBERT, voto 6,5
Il duello con il belga lo vince quasi sempre, con un posizionamento che chiude la linea di passaggio prima ancora del contatto, e in fase di spinta accompagna con continuità: al 21' strozza il pallone giocato da Bellanova, al 74' costringe Carnesecchi a deviare in corner al termine del fraseggio più lungo dei suoi. La deviazione che spedisce in rete il tiro di Scamacca è l'unica macchia, e non gli si può imputare. Applicato.
ADOPO, voto 7
L'intuizione tattica della serata porta il suo nome: schierato per attaccare lo spazio alle spalle della mediana avversaria, aggancia il lancio del terzino e serve in area il pallone che vale lo 0-1, un movimento che nessuno dei centrocampisti nerazzurri legge in tempo. Da incursore ha una marcia in più, e anche il pallone arretrato per la conclusione del compagno al quarto d'ora nasce da una sua intuizione. Illuminante.
ROMANO, voto 7
Prima uscita da candidato azzurro e regia di categoria superiore: detta i tempi in coppia con Winks, cambia gioco quando la Dea stringe le maglie e trova l'invenzione verticale del 53' che manda in porta il compagno, annullata solo dalla bandierina. Al 14' obbliga Carnesecchi a togliere dall'angolino un mancino da oltre venti metri, al 60' disegna dalla trequarti il traversone che innesca l'episodio del rigore. Elegante.
WINKS, voto 6,5
Acquisto passato sottotraccia, restituisce ordine e lettura: intercetta due volte le iniziative di Samardžić, prima sulla conclusione dall'interno dell'area e poi sul dribbling all'ingresso, e si prende anche la scivolata pulita su Ederson. Un solo neo, il pallone servito al compagno con troppa leggerezza che avrebbe potuto costare caro. Solido.
MALDINI, voto 7
Da ex non cerca la passerella ma il colpo: al 26' si crea lo spazio per il destro che Carnesecchi respinge lateralmente, poi al 61' si presenta sul dischetto e spiazza il portiere con un saltello che è insieme tecnica e freddezza. Nel gioco perde qualche pallone di troppo, sacrificato anche dalla marcatura che gli viene assegnata, ma il rigore che vale il colpo di Bergamo è l'ennesima rete pesante della sua stagione. Glaciale.
Dal 79' KOFLER, SV
FAZZINI, voto 6
Parte largo con il compito di rompere la linea avversaria e nel primo tempo è lui a innescare la conclusione del compagno al 26'. La sua serata, però, si misura soprattutto nelle rincorse: torna a raddoppiare sull'esterno nerazzurro, devia in angolo a inizio ripresa e sacrifica la tecnica alla causa. Nell'unica occasione in cui arriva puntuale in area trova la diagonale di Bellanova. Altruista.
Dal 57' FADERA, voto 6
Entra per tenere alta l'intensità nella fase più delicata e il compito lo assolve, allungando la squadra ogni volta che il possesso diventa gestione. Dinamico.
MENDY, voto 7
Attacca la porta con una cattiveria che alla difesa nerazzurra manca del tutto: al 20' si infila tra i centrali in ritardo e gira sotto la traversa il pallone dello 0-1, al 53' sorprende ancora la linea sul lancio del compagno e appoggia in rete, stavolta punito da un fuorigioco di centimetri. Movimento continuo, riferimenti mai concessi, e un'ora e mezza vissuta sul filo dell'ultimo difensore. Spietato.
Dal 79' KEVIN CARLOS, SV
PISACANE, voto 7
Legge la partita prima che cominci: rinuncia alla pressione alta, accetta di lasciare il pallone alla Dea e prepara la trappola sulle transizioni, affidando all'ex il compito di marcare a uomo il regista avversario. La squadra segna alla seconda occasione del primo tempo e alla prima della ripresa, poi nel secondo tempo si riassetta con una linea diversa per proteggere il vantaggio senza mai rinunciare a ripartire. La terza vittoria in quattro giornate non ha nulla di casuale: c'è un'idea, e i giocatori la eseguono. Lucido.
© Riproduzione Riservata
Autore: Claudia Esposito
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