CARNESECCHI, voto 6,5
Tiene a galla la squadra quando i tre punti sembravano ancora raggiungibili: al 14' si allunga sul mancino angolato di Romano, al 26' respinge lateralmente il destro di Maldini, al 74' devia in corner la conclusione di Obert nata dal lungo fraseggio sardo. Sul contropiede dello 0-1 la traversa e la carambola lo tradiscono senza colpe, sul rigore viene spiazzato con un saltello beffardo. Resta il rischio del 3', quando serve un pallone scomodo a Kessie e per poco non si complica la serata. Incolpevole.

BELLANOVA, voto 6
Nella metà campo offensiva è il solito diesel che non trova mai la misura: il cross del 16' si smorza, quello successivo finisce sul portiere, e la corsa del 37' si spegne in calcio d'angolo. Dietro, però, la sua serata cambia segno: la diagonale con cui al 54' chiude su Fazzini, dopo che l'esterno sardo aveva fatto secco il compagno, è l'intervento che evita il tracollo anticipato. Puntuale.

KOSSOUNOU, voto 5
Sul gol che apre la partita è l'anello più lento di una catena tutta in ritardo: non accorcia sull'aggancio di Adopo e non stringe sul taglio di Mendy, lasciando il compagno solo a rincorrere. Da quel momento vive di affanni, con letture sempre posticipate e un paio di rinvii affrettati che regalano il possesso al Cagliari. Fisicamente c'è, nella testa arriva sempre dopo. Lento.

SCALVINI, voto 5,5
Due partite in una. Sul vantaggio ospite viene preso alle spalle dalla combinazione lunga e insegue senza mai riprendere l'attaccante, in un'uscita difensiva che fotografa la fragilità della linea. Poi, al 42', tira fuori la giocata più intelligente della serata nerazzurra: punizione battuta all'improvviso sul fuorigioco avversario, con il pallone che accende l'azione del pareggio. Il conto resta in rosso, ma di poco. Ambivalente.

KOLAŠINAC, voto 4,5
Preferito ancora una volta al giovane di scuola nerazzurra, restituisce una prestazione che pesa come un macigno: sulla corsia lascia campo aperto, si fa saltare secco da Zé Pedro nell'azione che libera Fazzini e in fase di spinta produce soltanto un'incornata sballata sul primo corner. Il resto è il gesto che decide tutto: al 60', sullo schema di Romano, alza il braccio per togliere il pallone dalla testa del capitano avversario. Rigore indiscutibile e il penalty che vale il primo ko casalingo. Fatale.

Dal 69' BERNASCONI, voto 5,5
Porta più iniziativa sulla corsia mancina e almeno prova a mettere il pallone dentro l'area, ma l'unica conclusione che si costruisce finisce lontana dallo specchio. Vivacità sufficiente per accendere il finale, non per spaccarlo. Volenteroso.

SAMARDŽIĆ, voto 5
Nel ruolo di mezzala la qualità si intravede a sprazzi: il tentativo dal limite intercettato all'11', il dribbling stoppato al 28', il destro deviato che al 48' genera un angolo. Ma la sua partita si giudica su un fotogramma solo, il 76': salta tre uomini dentro l'area con una giocata sontuosa e poi, davanti all'uscita di Caprile, sceglie il tocco di punta che sfila a lato. Un'occasione così, in una gara persa 1-2, vale la sufficienza intera. Sprecone.

Dal 77' RASPADORI, voto 5,5
Entra da sottopunta nel nuovo assetto e qualche pallone lo fa girare, compreso quello che porta all'incornata del centravanti. Nel recupero, però, prova a fare tutto da solo e spedisce sopra la traversa la conclusione che chiudeva la serata. Frettoloso.

KESSIE, voto 5,5
Esordio da regista davanti alla difesa condizionato dal problema alla caviglia destra accusato al 22', che lo costringe a rientrare fasciato e a rinunciare a metà del suo raggio d'azione. In costruzione è ordinato ma mai verticale, e il giudizio lo affossano le scelte del finale: all'83' preferisce il tocco sotto alla potenza e Caprile ringrazia, due minuti dopo si gira sul sinistro e spedisce sull'esterno della rete. Anche il destro a giro del 35' era finito lontano. Impreciso.

Dall'86' PAŠALIĆ, SV

EDERSON, voto 5,5
Il filtrante con cui al 6' manda Scamacca davanti a Caprile resta l'unico lampo di una serata senza energia: non trova mai il tempo dell'inserimento, e quando prova la soluzione personale dalla distanza il destro è troppo debole per impensierire il portiere. Nella zona in cui dovrebbe fare la differenza, tra le linee, arriva sempre con il pallone già giocato. Spento.

DE KETELAERE, voto 5,5
Il primo strappo dopo cinque minuti illude, poi il torpore: non legge il tacco del compagno al 12', sbaglia la misura dello scavetto per l'esterno inglese e per mezz'ora sparisce dalle zone calde. Si sveglia proprio sull'azione del pari, quando riceve la punizione rapida e attacca il fondo, salvo non vedere il centravanti libero: ci pensa il rimpallo a trasformare la sua corsa in assist. Nella ripresa una sola conclusione, centrale. Intermittente.

SCAMACCA, voto 6,5
Ci mette sei minuti a farsi vedere, liberandosi di Rodriguez con il tacco prima di calciare troppo debolmente, e poi sbaglia di testa il cross di Rowe e spara alto al 31'. Ma il centravanti si giudica sull'attimo in cui la palla scotta: al 42' attacca il rimpallo con l'istinto giusto e incrocia di collo esterno il pallone che vale l'1-1. Tre tentativi imperfetti e uno perfetto: in una squadra che segna poco, fa la differenza. Concreto.

Dal 69' KRSTOVIĆ, voto 5,5
Impatto senza scosse: si muove poco tra i centrali sardi e l'unico sussulto è la girata di testa dell'84', troppo debole per creare problemi a Caprile. Da chi entra per cambiare una partita ci si aspetta ben altro. Sbiadito.

ROWE, voto 5
Debutto dal primo minuto complicato: Zé Pedro gli si incolla addosso e lui non trova mai il modo di superarlo, né con il dribbling né con il movimento a rientrare. I due tentativi ravvicinati al 49' finiscono uno sul muro e uno largo, mentre al 30' il pallone perso male innesca la ripartenza avversaria. Resta il cross del 7' per il centravanti: troppo poco per un attacco che chiedeva strappi. Imbrigliato.

SARRI, voto 5
La squadra tiene il pallone e crea, ma continua a concedere l'essenziale: due occasioni vere del Cagliari nel primo tempo si trasformano in un gol, la prima della ripresa in un rigore. L'adattamento al nuovo sistema resta il nodo, con una linea difensiva che sale e scala sempre con mezzo tempo di ritardo e una mediana che fatica a proteggerla. Il passaggio al 4-2-3-1 nell'ultimo quarto d'ora arriva quando la partita è già compromessa, e le occasioni costruite nel finale non bastano a cancellare la seconda sconfitta consecutiva. Smarrito.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 23:03 / Fonte: Daniele Luongo
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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