Lazar Samardžić non cerca alibi dopo il 2-1 incassato dall'Atalanta contro il Cagliari, deciso dal penalty trasformato dall'ex Daniel Maldini. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport al termine della gara, il centrocampista serbo ha scelto di partire dai numeri prodotti dai nerazzurri, che raccontano una serata diversa da quella suggerita dal tabellino.

IL RIMPIANTO PERSONALE - La sua occasione più nitida resta impressa nella memoria di chi era allo stadio, e lui stesso la ripropone come simbolo dell'intera partita: «oggi è mancato quel centimetro per fare risultato». Un dettaglio minimo che ha separato i bergamaschi da un esito completamente diverso.

I NUMERI DELLA PRESTAZIONE - Il resto lo dicono le statistiche, che il serbo snocciola senza esitazione: «Abbiamo fatto 22 tiri, tante occasioni, abbiamo pressato a ritmi alti». Da qui la lettura in chiave costruttiva di un pomeriggio storto: «Questo dobbiamo essere noi, lavorare crescendo ogni settimana». Un passaggio in avanti, a suo giudizio, c'è comunque stato in entrambe le fasi.

IL RUOLO CHE PREFERISCE - Sulla collocazione tattica, il numero dieci si definisce senza mezzi termini un giocatore di proiezione offensiva: «io sono un giocatore che vuole essere offensivo, voglio fare tanti passaggi in avanti, fare assist, tirare. Questo sono io». Aggiungendo però di non tirarsi indietro nel lavoro difensivo. Nella nuova collocazione da interno destro si trova a proprio agio: «Ora qui mi trovo molto bene, ho tanti palloni sul piede», anche se la sua identità resta un'altra: «Penso di essere un trequartista vero, un numero 10, fantasista».

IL FUTURO DAVANTI ALLA DIFESA - C'è poi un'indicazione che apre uno scenario interessante per il centrocampo nerazzurro. Il serbo rivela infatti che l'allenatore lo immagina in una posizione ancora diversa: «Come ha detto il mister posso fare anche il play, visto che il mister mi vede lì per il futuro». Un'ipotesi che si inserisce nel dibattito sul vertice basso della mediana, tema centrale di questo avvio di stagione.

IL TIRO DA FUORI COME ARMA - Ultimo capitolo, quello delle conclusioni dalla distanza, un fondamentale che a Bergamo ha una tradizione illustre. Il centrocampista promette di insistere: «voglio tirare da fuori perché ho un grande tiro, voglio tirare di più da fuori». Una risorsa in più per l'attacco di Maurizio Sarri, alla ricerca di soluzioni contro le difese chiuse.

Ventidue conclusioni e zero punti: il problema della finalizzazione resta il nodo da sciogliere.

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Sezione: Interviste / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 23:32
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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