Ci sono convocazioni che valgono doppio. Quella di Marten de Roon nella lista definitiva dei ventisei dell'Olanda per il Mondiale 2026 — ufficializzata oggi da Ronald Koeman — ha il sapore di una rivincita personale e di una soddisfazione collettiva per Bergamo. Il capitano dell'Atalanta non giocava con gli Oranje dal marzo 2024: oltre due anni lontano dalla Nazionale, durante i quali non ha mai smesso di allenarsi come se la chiamata fosse imminente. Oggi quella chiamata è arrivata, ed è quella più grande di tutte.
IL SOGNO AMERICANO DI SUPERMARTEN - De Roon aveva firmato il rinnovo contrattuale fino al 2027 proprio con l'occhio rivolto a questo appuntamento: il Mondiale come ultima grande avventura in azzurro arancione, l'obiettivo dichiarato di un giocatore che a trentaquattro anni non ha mai smesso di volersi guadagnare ogni minuto in campo. Marten de Roon è inserito nel reparto dei centrocampisti insieme a profili di altissimo livello come Frenkie de Jong del Barcellona, Ryan Gravenberch del Liverpool, Tijjani Reijnders del Manchester City, Teun Koopmeiners della Juventus, Guus Til del PSV e Quinten Timber dell'Olympique de Marsiglia. Una concorrenza folta, ma il capitano nerazzurro ha le credenziali per ritagliarsi il proprio spazio.
LE NOTIZIE POSITIVE: DEPAY E TIMBER CE LA FANNO - La lista di Koeman porta in dote anche due recuperi importanti. Memphis Depay, primatista assoluto per gol e assist nella storia della Nazionale olandese, ha superato in tempo l'infortunio muscolare che ne aveva messo in dubbio la presenza: il bomber del Corinthians guiderà il reparto offensivo. Presente anche Jurriën Timber dell'Arsenal, nonostante i dubbi fisici delle ultime settimane. Due presenze che rafforzano sensibilmente le ambizioni olandesi in un Mondiale a quarantotto squadre dove gli Oranje partono tra le candidate alla semifinale.
LE ASSENZE E IL CASO VEERMAN - Ma la lista ha anche i suoi lati oscuri. Fuori Stefan de Vrij e Jeremie Frimpong, esclusioni che hanno già acceso il dibattito nei Paesi Bassi. Fa ancora più rumore quella di Joey Veerman, centrocampista del PSV che non era nemmeno nella lista preliminare di Koeman: una decisione che sembra il capitolo finale di un conflitto aperto dal calciatore stesso, che aveva pubblicamente attaccato il CT con parole nette — «Se continui a parlare così di me in conferenza stampa, a un certo punto ne ho abbastanza. Non serve più che mi chiami». Koeman ha preso la frase alla lettera. Fuori anche Xavi Simons, fermato dalla rottura del legamento crociato anteriore, e Jerdy Schouten, altra perdita pesante a centrocampo. Per tamponare le assenze in mezzo al campo è rientrato Justin Kluivert, reduce da mesi complicati.
LA DEA AL MONDIALE: IL CONTO SALE A SEI - Con la convocazione di de Roon, la colonia atalantina al Mondiale 2026 si allarga ulteriormente: dopo de Ketelaere, Kossounou, Hien, Kolasinac e Pasalic, è il capitano olandese a completare un sesto posto che rende l'Atalanta uno dei club italiani più rappresentati nell'intera competizione. Un record che racconta, meglio di qualsiasi statistica di campionato, la dimensione internazionale raggiunta da Zingonia. De Roon partirà per l'America sapendo che a Bergamo tutto sta cambiando, ma con la certezza di aver guadagnato quella maglia arancione nel modo più autentico possibile: a trentaquattro anni, con il lavoro quotidiano, senza mai smettere di crederci. Tra tutti i nerazzurri convocati, la sua è la storia più romantica del lotto: quella di un capitano che non ha mai accettato che il tempo dell'Olanda fosse finito.
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