La stagione dell'Atalanta assomiglia sempre più a un giro sulle montagne russe: vertigini, cadute, risalite improvvise e frenate brusche. Se il campo raccontava di una Dea guarita dalla cura Palladino (media di 2 punti a partita contro l'1,33 dell'era Juric) e imbattuta nel 2026, l'infermeria presenta ora il conto più salato. La fitta al ginocchio avvertita da Charles De Ketelaere nel riscaldamento contro la Cremonese non era un semplice spavento, ma il preludio a uno stop lungo e doloroso. Il verdetto, arrivato dopo 48 ore di esami e consulti, non ha lasciato scampo: lesione del menisco e intervento chirurgico immediato. Il belga si ferma proprio nel momento cruciale, lasciando la squadra orfana del suo talento più cristallino per le sfide che valgono una stagione.

IL BOLLETTINO: OPERAZIONE OK AL GEMELLI - Dopo il consulto lampo, si è passati subito ai fatti - scrive La Gazzetta dello Sport -. Nel pomeriggio di ieri, CDK è stato sottoposto ad artroscopia per una meniscectomia selettiva interna. L'intervento, eseguito dal Professor Ezio Adriani presso il Policlinico Gemelli di Roma, è perfettamente riuscito. Nessuna complicazione, il ginocchio è stato "pulito" e il programma riabilitativo scatta fin da subito. Ma se l'operazione è archiviata, ora inizia la partita più difficile: quella contro il tempo.

LA DATA DEL RIENTRO: OBIETTIVO LECCE (AD APRILE) - Quanto starà fuori? La medicina sportiva parla chiaro: per un intervento del genere serve almeno un mese. Considerando la necessità di riatletizzare il giocatore e non correre rischi in vista del Mondiale estivo, è utopistico vederlo in campo a marzo. La data cerchiata in rosso sul calendario di Zingonia è il weekend del 4 aprile, per la sfida contro il Lecce. Questo significa che il rientro avverrà solo dopo l'ultima sosta per le Nazionali della stagione.

UN'ASSENZA PESANTISSIMA: SALTA 9 PARTITE (FORSE 11) - Il calendario, impietoso, ci dice cosa si perderà l'Atalanta. De Ketelaere guarderà dalla tribuna (o dalla TV) un filotto di match da brividi. Sicuramente out per 6 gare di campionato (le trasferte di lusso con Lazio, Napoli, Inter e le sfide con Sassuolo, Udinese, Verona). Ma il dolore vero è nelle coppe: Charles salterà la semifinale di andata di Coppa Italia e, soprattutto, il doppio confronto playoff di Champions League contro il Borussia Dortmund. E se i compagni dovessero fare l'impresa e passare il turno? Salterebbe anche l'eventuale ottavo di finale (contro Arsenal o Bayern) di metà marzo. Un danno tecnico incalcolabile.

L'EREDITÀ TATTICA: SAMARDZIC O IL JOLLY PASALIC? - Palladino perde il suo faro e deve ridisegnare la trequarti già da domani sera all'Olimpico contro la Lazio. Le soluzioni sono due. La prima è la continuità tecnica: Lazar Samardzic. Il serbo, titolare contro la Cremonese, è l'unico altro mancino in rosa capace di agire sul centro-destra, rientrando per calciare o rifinire. È il sostituto naturale. L'alternativa è l'usato sicuro, l'uomo che non tradisce mai: Mario Pasalic. Il croato garantisce meno fantasia ma più inserimenti e sostanza, adattandosi perfettamente al ruolo di "invasore" alle spalle della punta. Sarà il campo a dire chi raccoglierà lo scettro del Principe in questo mese di fuoco.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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