C'è un nome che rimbalza tra i corridoi di Viale della Liberazione e le sale riunioni di Zingonia, e che tiene banco in questa prima settimana di mercato estivo: Marco Palestra. L'Inter lo vuole, e lo vuole con una convinzione rara, trasversale a ogni livello della struttura societaria — dal presidente Giuseppe Marotta all'allenatore Cristian Chivu, passando per l'intero staff tecnico. Nessuno, però, si nasconde dietro false certezze: tutti sanno che questa partita si giocherà su un campo difficile, contro un avversario — l'Atalanta — che non ha mai avuto l'abitudine di svendere i propri gioielli. La Dea è, per sua stessa ammissione, una società amica dell'Inter. Ma nelle trattative di mercato, l'amicizia non abbassa il prezzo del cartellino.
IL RILANCIO IN ARRIVO - La cifra di 40 milioni recapitata informalmente a Bergamo nelle scorse settimane è stata rispedita al mittente senza troppe cerimonie. L'Atalanta – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – ha ribadito la sua posizione: accetterà offerte soltanto con il cinque davanti. Nonostante questo, in casa Inter si sta ragionando su un rilancio ufficiale fino a 45 milioni, che potrebbe materializzarsi a breve. Non si tratta di uno sforzo ordinario: portare oltre quota quaranta milioni un singolo acquisto rappresenterebbe una svolta nella gestione Oaktree, che non ha mai autorizzato investimenti di quel calibro dall'era cinese. L'ultimo a varcare quella soglia era stato Achraf Hakimi, esterno destro tutto corsa e verticalità, e non è un caso se il marocchino venga oggi citato come modello di riferimento per questo tipo di laterale moderno. Gli analisti di Chivu, che hanno studiato le prestazioni di Palestra al Cagliari, ritengono che il classe 2005 possa avvicinarsi a quei livelli, guadagnandosi un ruolo da protagonista in un sistema tattico più fluido e non soltanto da replicante di Dumfries nel 3-5-2.
LA CHIAVE È LA VOLONTÀ DEL GIOCATORE - In una trattativa complessa, il principale elemento di semplificazione ha un nome e un cognome: Marco Palestra ha le idee chiare sul suo futuro. Il capitano della Nazionale Gianluigi Donnarumma non ha lesinato elogi nei confronti del Manchester City e della vita a Manchester, ma il terzino atalantino ha già deciso: il prossimo salto di carriera deve essere italiano, anzi milanese. È convinto che l'Inter rappresenti il contesto ideale per crescere, e lo ha comunicato con chiarezza al suo entourage. Una posizione che, da sola, vale quanto un milione di negoziati e che gioca un ruolo decisivo nel tenere i nerazzurri di Milano in pole position.
LA FAMIGLIA PERCASSI E IL NODO COCCHI - La Dea non cede di un centimetro e sa che il tempo lavora a suo favore. La famiglia Percassi avrebbe la preferenza per una cessione cash senza contropartite, ma a Bergamo tengono d'occhio anche alcuni giovani dell'Inter. Il profilo che ha riscosso i giudizi migliori è quello di Matteo Cocchi, classe 2007, che condivide con Palestra la stessa agenzia di procuratori. Non è un dettaglio da trascurare, e non lo è nemmeno il fatto che a costruire i ponti tra i due vivai ci sia un uomo che conosce entrambe le realtà come pochi altri: Roberto Samaden, per decenni anima del settore giovanile interista e oggi responsabile del vivaio nerazzurro-orobico. Le relazioni positive accumulate da Samaden con i giovani di Interello potrebbero lubrificare i meccanismi di una trattativa che, per via della distanza economica, rischia di incepparsi.
LA CORSA CONTRO LA PREMIER - L'Inter ha un obiettivo temporale preciso: presentarsi al raduno con il colpo estivo già in tasca. Per riuscirci, non ci si può permettere soste né lunghi periodi di riflessione. Ogni giorno che passa senza affondare il colpo è un giorno in cui la cavalleria inglese — sempre in agguato — potrebbe entrare in scena e riscrivere le regole del gioco. La storia recente del calcio italiano insegna quanto sia difficile restare in corsa quando la Premier apre davvero il portafoglio. Marotta lo sa, Chivu lo sa, e Palestra pure: di rilancio in rilancio, la via maestra per chiudere resta una sola — andare dritto, senza deviazioni.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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