Oggi, Fabio Grosso e Raffaele Palladino si ritrovano l'uno di fronte all'altro per la prima volta nelle vesti di allenatori, pronti a guidare Sassuolo e Atalanta in un incrocio che profuma di alta classifica e calcio moderno e propositivo.
IL PASSATO IN AZZURRO E LA SVOLTA DELL'ANDATA - I tabellini dell'epoca raccontano di quasi duecento minuti vissuti insieme in campo tra qualificazioni all'Europeo del 2008 e sfide amichevoli, con l'attuale tecnico neroverde impiegato come terzino e quello nerazzurro schierato come attaccante esterno. Un sodalizio che portò in dote le vittorie contro Far Oer e Portogallo e un pareggio a reti bianche contro l'Olanda. Corsi e ricorsi storici che si intrecciano in modo indissolubile con il presente: all'andata, sulla panchina della squadra lombarda sedeva Ivan Juric. Il netto successo per tre a zero degli emiliani segnò la fine dell'avventura dell'allenatore croato, spalancando le porte del club proprio al mister campano, artefice di un'incredibile rinascita collettiva.
DUE SQUADRE IN SALUTE E A TRAZIONE ANTERIORE - A tre mesi di distanza da quel fondamentale crocevia - scrive La Gazzetta dello Sport -, le due squadre si presentano all'appuntamento viaggiando a velocità elevatissime. Le statistiche incoronano le due formazioni come la seconda e la terza miglior compagine del torneo per stato di forma recente, con dodici punti conquistati dai padroni di casa e tredici dagli ospiti nelle ultime cinque uscite stagionali. Entrambi i tecnici, autentica espressione di una generazione coraggiosa, accarezzano costantemente l'idea di imporre il proprio gioco per segnare un gol in più dell'avversario. Non a caso, i dati confermano che i due club sono ai vertici della Serie A per numero di attacchi diretti, ovvero quelle fulminee ripartenze dalla propria metà campo che si concludono con un ingresso o una conclusione nell'area opposta.
FILOSOFIE TATTICHE A CONFRONTO - Pur condividendo l'impronta offensiva, le strade tattiche percorse non sono speculari. Il tecnico del Sassuolo edifica il suo impianto su una solida difesa a quattro, mentre l'allenatore dell'Atalanta si affida alla granitica retroguardia a tre. Sulla trequarti, Domenico Berardi gode di ampia libertà di movimento per armare il suo mancino, con Armand Laurienté pronto a puntare l'uomo in velocità e Andrea Pinamonti a riempire il centro dell'area di rigore. Sul fronte opposto, le trame offensive passano per il talento cristallino di Lazar Samardzic e le brucianti accelerazioni di Kamaldeen Sulemana, movimenti studiati per innescare i letali inserimenti degli esterni o per rifornire la stazza di Gianluca Scamacca o Nikola Krstovic.
LA LETTURA DEI MOMENTI E I NUMERI RECORD - La grande maturazione della squadra orobica passa anche per un'oculata gestione della fase di non possesso. Se in passato la pressione altissima e asfissiante a tutto campo era un dogma assoluto, oggi la rosa ha imparato a difendere anche con un blocco basso, attendendo con pazienza e ripartendo con letale efficacia. Una solidità assoluta certificata dai numeri pazzeschi di questo inizio di 2026: nessuna sconfitta a referto in campionato e appena tre reti incassate in nove sfide. «È una squadra a cui piace molto portare la palla laterale per poi entrare in questi corridoi per sfruttare le caratteristiche degli attaccanti», ha analizzato con lucidità Grosso in conferenza stampa. «Le piace svuotare il centrocampo per attaccarti alle spalle, dunque bisogna saper riconoscere i momenti». Per la compagine ospite l'imperativo è continuare a scalare la classifica, mentre i padroni di casa puntano ad allungare la propria striscia positiva: si preannuncia una sfida totale dal punto di vista tattico, emotivo e atletico.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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