Bastano sette minuti all'Arezzo per mettere in ginocchio l'Atalanta: al Centro Bortolotti la terza amichevole estiva si mette subito in salita e la prima frazione si chiude sullo 0-2 per i toscani. Un avvio da dimenticare per i nerazzurri, colpiti da un avversario che arrivava all'appuntamento con il morale altissimo, reduce dal prestigioso scalpo del Napoli in precampionato.

IL FULMINE DI ARENA - Il primo pallone lo muovono gli ospiti e al 2' hanno già cambiato il volto alla serata: Arena riceve, si sistema il pallone e lascia partire un sinistro a giro di fattura eccellente che si infila alle spalle di Carnesecchi. Un gol che non nasce da un errore isolato ma da una squadra ancora fredda, con le distanze lunghe e la testa non ancora dentro la partita.

IL RADDOPPIO DI TESTA - Cinque minuti dopo il quadro si aggrava. Al 7', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Illanes sale più in alto di tutti e batte ancora il portiere nerazzurro: 0-2 dopo appena sei minuti effettivi di gioco. Il difensore trova uno spazio che una difesa in ordine non concede mai, e il dato è il più eloquente della frazione: i primi due palloni pericolosi dell'Arezzo si sono trasformati entrambi in rete.

LA REAZIONE CHE NON SFONDA - La squadra di Sarri prova a rimettere insieme i pezzi e alza il baricentro, ma la manovra resta sterile. All'11' Cassa cerca di sfondare e guadagna soltanto un corner, al 12' la conclusione di Raspadori trova Seculin attento in respinta, poi al 22' Samardžić accende l'unica giocata di classe della frazione, saltando due avversari prima di allungarsi il pallone sul fondo. Al 26' il destro dalla distanza dell'attaccante viene deviato in angolo. Poco, troppo poco, per una Dea che fatica a trovare l'ultimo passaggio dalle parti dell'area toscana.

L'AREZZO NON SI ACCONTENTA - Il dato più severo è che gli ospiti, dopo il doppio vantaggio, non si sono chiusi. Al 38' Cerri sfiora il palo con una conclusione a giro, al 39' il tentativo di Sala viene deviato in corner e al 44' è ancora Cerri, servito da Arena, a cercare lo specchio senza trovarlo. In mezzo, al 40', il primo cambio nerazzurro: dentro Sulemana al posto di Zalewski. Non un aggiustamento cosmetico, ma il segnale che qualcosa nel centrocampo a tre non ha funzionato.

LA FRAZIONE SI CHIUDE SENZA RECUPERO - Il direttore di gara manda tutti negli spogliatoi senza concedere un solo minuto in più. Il tabellino della prima frazione racconta di due gol subiti in avvio, di un possesso che non si è tradotto in occasioni e di un Carnesecchi battuto due volte in sette minuti senza responsabilità dirette.

Restano quarantacinque minuti per dare un senso diverso alla serata, con una panchina lunghissima in cui siedono i nazionali appena rientrati: da Ederson a De Roon, da Kolašinac a Krstović. Il primo tempo, però, ha già consegnato l'indicazione più chiara del ritiro: la fase difensiva è il cantiere più urgente del nuovo corso.

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Sezione: Zingonia / Data: Dom 26 luglio 2026 alle 20:48
Autore: Daniele Luongo
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