A undici anni dalla caduta che ha spezzato la sua corsa ai vertici del calcio mondiale, Michel Platini non ha ancora finito di combattere. L'ex presidente dell'UEFA ha depositato una nuova denuncia penale contro Gianni Infantino, presidente della FIFA, con le accuse di «diffamazione» e «traffico di influenze». Una mossa che arriva in un momento tutt'altro che casuale: mancano tre giorni al fischio d'inizio del Mondiale 2026 in Nord America, e la scena internazionale non poteva essere più affollata.
CHI È NEL MIRINO - La denuncia non si ferma al numero uno della FIFA. Tra i cinque nomi citati nel procedimento figurano anche Michael Lauber, procuratore generale svizzero nel 2015, e Marco Villiger, allora direttore legale della FIFA. L'operazione giudiziaria è strutturata su due binari distinti: quello penale, con la denuncia vera e propria che «porterà alla nomina di un giudice istruttore», come ha precisato lo stesso Platini in un comunicato; e quello civile, con una causa per risarcimento danni alla FIFA che i legali del francese presenteranno parallelamente – come riferisce il Corriere dello Sport.
LA STORIA LUNGA DI UNA CADUTA - Il filo che porta a questa denuncia risale all'autunno del 2015, quando la rivelazione di un pagamento di due milioni di franchi svizzeri effettuato dalla FIFA a Platini quattro anni prima scatenò una valanga di procedimenti disciplinari e penali. Quello era il momento in cui il campione francese sembrava in posizione ideale per prendere il posto di Sepp Blatter alla guida della federazione mondiale. Quella strada si chiuse bruscamente, aprendo invece la porta all'elezione di Infantino — allora segretario generale dell'UEFA — nel febbraio 2016. Platini ha sempre sostenuto di essere stato vittima di un complotto orchestrato da chi aveva tutto l'interesse a fermarlo.
IL PRECEDENTE E L'ARCHIVIAZIONE - Non è la prima volta che Platini percorre questa strada. Una denuncia semplice era già stata presentata nel 2021 sullo stesso dossier, ma era stata archiviata lo scorso ottobre. Questa volta il quadro processuale è diverso: la costituzione di parte civile trasforma il procedimento e impone la nomina di un giudice istruttore, rendendo l'iniziativa giudiziaria più difficile da accantonare.
IL TEMPISMO E IL CONTESTO - Il momento scelto da Platini per questa mossa non è neutro. Con la FIFA al centro dell'attenzione mondiale per l'edizione più grande della storia della Coppa del Mondo, portare Infantino sul banco degli imputati mentre il numero uno del calcio internazionale si prepara a recitare la parte del protagonista indiscusso è un messaggio preciso. Il Mondiale 2026 è già partito sul piano dei convocati e dell'organizzazione: la resa dei conti tra i due pesi massimi del calcio istituzionale si incastra ora in questo scenario, riportando a galla una ferita che il pallone aveva cercato di dimenticare. Platini, evidentemente, non ha alcuna intenzione di lasciarglielo fare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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