Un italiano su tre continua a non praticare alcuna attività fisica. Sebbene negli ultimi cinque anni si sia registrato un lieve miglioramento, oltre 17 milioni di persone conducono ancora uno stile di vita sedentario, aumentando il rischio di sviluppare patologie croniche e contribuendo a un significativo incremento dei costi sanitari e sociali.

È quanto emerge dagli ultimi dati ISTAT, secondo cui nel 2025 il 30,8% della popolazione non ha svolto alcuna attività fisica nel tempo libero. Parallelamente, il 46,4% degli adulti è in eccesso di peso, mentre oltre un quarto dei bambini e degli adolescenti tra i 3 e i 17 anni risulta in sovrappeso o obeso. Dati che confermano come l'inattività fisica rappresenti un problema strutturale, con importanti conseguenze sulla salute individuale e collettiva.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti e agli over 65 almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana oppure 75 minuti di attività intensa, o una combinazione equivalente delle due. "Le evidenze scientifiche, riportate sia dall'OMS sia dall'ISS, confermano che l'attività fisica regolare svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, del diabete, dell'ipertensione, dell'obesità e di numerose altre patologie croniche", spiega Barbara Arianna Borelli, General Manager di ISSA Europe. "Per questo cresce il consenso sulla necessità di promuovere una vera cultura del movimento, coinvolgendo cittadini, istituzioni, scuole e imprese, ma soprattutto rafforzando la collaborazione tra professionisti dell'attività fisica e sistema sanitario."

Le conseguenze della sedentarietà non si limitano alla salute dei cittadini. Secondo l'ultimo report TEHA, presentato nel 2025 alla presenza del Ministro della Salute, il costo della sedentarietà per il sistema sanitario italiano è stimato in 6,7 miliardi di euro, considerando le spese sanitarie dirette, la perdita di produttività e la gestione delle patologie correlate.

Questi temi sono stati al centro della Convention ISSA Europe, svoltasi il 3 e 4 luglio 2026 sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo. L'evento ha riunito medici, professionisti dello sport e rappresentanti delle istituzioni per discutere l'evoluzione del ruolo dell'esercizio fisico nella prevenzione e nella promozione della salute.

Dal confronto è emersa una profonda trasformazione del settore della Human Performance, in cui allenamento, prevenzione, neuroscienze, longevità e qualità della vita convergono in un approccio sempre più integrato. Un'evoluzione destinata a ridefinire sia le competenze dei professionisti sia l'organizzazione dei servizi dedicati alla salute e al benessere.

"La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare questa evoluzione con modelli, competenze e linguaggi condivisi tra il mondo sanitario e i professionisti del movimento", conclude Barbara Arianna Borelli. "Contrastare la sedentarietà significa migliorare la qualità della vita delle persone, ridurre il peso delle malattie croniche e contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Promuovere il movimento rappresenta oggi uno degli investimenti più efficaci per la salute del Paese."

Sezione: Altre news / Data: Lun 06 luglio 2026 alle 14:45
Autore: Daniele Luongo
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