Giornata intensa sul fronte del calciomercato italiano, dove la rivoluzione societaria della Juventus rimescola le carte e riapre scenari fino a poco tempo fa archiviati, mentre Roma, Napoli e Fiorentina si muovono tra rinnovi da blindare e cessioni da impostare. TuttoAtalanta.com ripercorre le principali piste emerse dal podcast di calciomercato di giornata, tra retroscena e trattative pronte a entrare nel vivo.
JUVENTUS - Alla Continassa è il giorno della svolta. L'addio di Damien Comolli e l'imminente insediamento di Giovanni Carnevali come amministratore delegato mettono la parola fine a una gestione che con l'area tecnica non aveva mai trovato un vero feeling, e le conseguenze rischiano di farsi sentire subito anche sul mercato. Il primo dossier a poter cambiare volto, come segnala l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, è quello di Dusan Vlahovic. Fino a pochi giorni fa il rinnovo del centravanti serbo sembrava una pratica destinata a chiudersi in un nulla di fatto: distanza economica marcata e un rapporto mai sbocciato con Comolli avevano spinto l'attaccante a rifiutare un prolungamento a cifre più basse delle sue richieste, pronto a valutare nuove opportunità in vista della scadenza. Il cambio ai vertici, però, rimette tutto in discussione: l'arrivo del nuovo dirigente e la spinta di Luciano Spalletti, che considera il numero nove un perno del proprio progetto, possono favorire la riapertura del dialogo. Una situazione, sottolinea la rosea, ancora complessa ma non più bloccata come appariva fino a poche ore prima. Sullo stesso asse cresce intanto la candidatura di Tarik Muharemovic: il difensore bosniaco, reduce da una buona annata in Emilia, raccoglie consensi e si sposa con la filosofia di Carnevali, da sempre attento ai giovani e a una rosa sostenibile ma competitiva.
Capitolo a parte per Vasilije Adzic, il cui destino sarà una delle prime grane sul tavolo della nuova area mercato. Curiosa la posizione del neo amministratore delegato: da dirigente del Sassuolo aveva messo gli occhi sul prestito del centrocampista montenegrino, ora dovrà valutare dall'altra parte della barricata se Reggio Emilia sia davvero la soluzione migliore per la mezzala classe 2006. Le strade sono due: spedirlo a giocare con continuità altrove oppure trattenerlo, considerato che il ragazzo — vent'anni compiuti appena un mese fa — non occuperebbe alcuno slot in lista. Sul giovane, oltre ai neroverdi, ci sono almeno un paio di società italiane: il Cagliari, che da tempo si è detto pronto ad accoglierlo in prestito per la prossima annata, e il Parma, che ci aveva provato già a gennaio. La Juventus, immersa nell'ennesima rivoluzione societaria, scioglierà le riserve solo dopo un confronto con l'entourage del calciatore. Arrivato in Serie A due stagioni fa e cresciuto tra Next Gen e prima squadra, con Igor Tudor prima e Spalletti poi, Adzic resta una pedina preziosa: un'eventuale partenza in prestito non gli precluderebbe la futura lista dei 'formati nel club' da presentare alla Lega Serie A, mentre per la UEFA — che conteggia gli anni di permanenza — il discorso cambierebbe, facendolo uscire dai parametri dei cresciuti in casa.
ROMA - Sul fronte giallorosso tiene banco il futuro di Paulo Dybala, sempre più orientato a restare nella Capitale. I contatti tra il club e l'entourage dell'argentino non si sono mai fermati e, stando a quanto raccolto da Fabrizio Romano, gli agenti della Joya avrebbero messo sul tavolo una controproposta per arrivare in fretta alla fumata bianca. Ora la decisione spetta alla Roma, chiamata a esaminare i termini e a dare una risposta definitiva. Dall'entourage filtra la volontà di capire rapidamente se ci sono le condizioni per proseguire, ma la priorità del fantasista è chiara: continuare a Roma, alla quale ha dato la precedenza rispetto ad altre soluzioni. La prossima settimana può rivelarsi quella della svolta.
Diverso l'umore attorno a Matías Soulé, il cui addio si fa ipotesi sempre più concreta. Pesano anche le esigenze di bilancio del club, atteso a plusvalenze importanti entro la fine del mese per rispettare i paletti UEFA: non a caso, scrive La Gazzetta dello Sport, l'agente dell'argentino si è presentato ieri a Trigoria per fare il punto con la dirigenza. Offerte ufficiali non ne sono ancora arrivate, ma l'interesse è alto: in caso di partenza il sogno resta la Premier League, con Aston Villa e Bournemouth alla finestra, mentre dalla Germania continua a farsi vivo il Borussia Dortmund. La valutazione si aggira sui 40 milioni, cifra che garantirebbe una plusvalenza pesante. A spingere verso l'uscita c'è anche il nuovo corso di Gian Piero Gasperini, che ha chiesto rinforzi offensivi sulle corsie: l'eventuale arrivo di Mason Greenwood ridurrebbe ulteriormente lo spazio per Soulé, che a 23 anni e con la nazionale argentina nel mirino chiede soprattutto continuità e minutaggio.
Sempre in chiave offensiva, dalla Capitale rimbalza la suggestione Christian Pulisic, statunitense oggi in forza al Milan. L'esterno piacerebbe molto a Gasperini, che lo vedrebbe come innesto ideale per qualità e imprevedibilità, e la pista avrebbe preso quota dopo alcuni contatti avviati da intermediari. A favorire l'ipotesi c'è il diverso scenario europeo: la Roma giocherà la prossima Champions League, competizione dalla quale il Milan resterà invece escluso, dettaglio non banale per un giocatore reduce da una stagione sotto le aspettative. Pesa anche il buon rapporto tra il nuovo direttore sportivo Tony D'Amico e l'entourage dell'americano. Il Tempo parla di qualcosa in più di una semplice suggestione, pur ricordando che Pulisic è legato ai rossoneri fino al 30 giugno 2027 e che il Milan mantiene il controllo della situazione grazie a un'opzione unilaterale di rinnovo per un'ulteriore stagione, in assenza di un'intesa sul prolungamento.
NAPOLI - Il nuovo corso azzurro riparte dalle certezze, e tra queste c'è Stanislav Lobotka. Il regista slovacco è ritenuto incedibile dal neo allenatore Massimiliano Allegri, che ne ha escluso la partenza in estate: nonostante le attenzioni di mercato, compreso l'interesse di una Juventus targata Spalletti, il centrocampista resta un pilastro del progetto. Non solo qualità tecnica: a pesare sono l'esperienza accumulata in maglia azzurra e la capacità di dettare i tempi di gioco. Il club, intanto, lavora per blindarlo: l'accordo scade nel 2027, ma il direttore sportivo Giovanni Manna studia la formula per prolungare, con un occhio alla clausola da 25 milioni valida per i club esteri fino a metà luglio. L'obiettivo è chiudere ogni discorso prima del ritiro di Dimaro.
FIORENTINA - A Firenze convivono due situazioni opposte. Robin Gosens appare orientato a restare: l'esterno tedesco vuole proseguire in viola e, al netto di un'offerta irripetibile che oggi non si intravede all'orizzonte, raffredda ogni altro scenario, complice anche una stagione non straordinaria, in linea con le difficoltà di tutta la squadra fino alla fine. Per lui contratto fino al 30 giugno 2028. Discorso diverso per Dodô: come scrive il Corriere Fiorentino, dopo quattro anni il rapporto sembra avviato al divorzio, nonostante il brasiliano sia tra i più longevi della gestione Commisso. Il terzino classe '97 ha più volte manifestato il desiderio di una nuova avventura in dimensione Champions, e il direttore sportivo Fabio Paratici, rientrato dagli Stati Uniti, dovrà soppesare gli interessi soprattutto di Roma e Napoli. I rapporti restano comunque distesi: se la cessione non dovesse concretizzarsi, il rinnovo non sarebbe un problema. Una sola porta resta chiusa, quella della Juventus, per via della promessa fatta a Joe Barone quando era in vita. La valutazione per liberarlo subito è di 15 milioni.
SASSUOLO - Notte speciale per Ismael Koné, atteso protagonista a Toronto in un match che il calcio canadese inseguiva da anni. Sulla strada del Nord America poteva esserci l'Italia, ma a Zenica il pass l'ha staccato la Bosnia ed Erzegovina, e il centrocampista ammette di aver tifato con sincerità per la qualificazione di Dzeko e compagni. Nato ad Abidjan e trasferitosi a Montréal a sette anni, a quattro giorni dal 24esimo compleanno Koné rivendica con orgoglio la scelta del Canada: «Qui non mi sono mai sentito straniero e mai nessuno me lo ha fatto sentire», ha raccontato a La Repubblica. Un legame rafforzato da una prima annata italiana sopra le aspettative — sei reti in 31 gare e un posto fisso nell'undici di Fabio Grosso, cui il prossimo anno subentrerà Alberto Aquilani — durante la quale, racconta, ha affinato preparazione, lettura dell'avversario e persino l'alimentazione. Resta da definire il futuro: riscattato lo scorso 2 febbraio dall'Olympique Marsiglia per dodici milioni, il classe 2002 ha ancora quattro anni di contratto con i neroverdi, ma una clausola da 35 milioni attivabile a luglio. Finora nessun assalto concreto, eppure quale vetrina migliore di un Mondiale in casa per accendere i riflettori?
Una sessione che si preannuncia rovente, con la Juventus a fare da detonatore e diversi big della Serie A pronti a ridisegnare le gerarchie nelle prossime settimane.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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