Il calcio italiano aspetta i Mondiali con un occhio già puntato sull'estate. Il mercato comincia a prendere forma, anche se per il momento si ragiona più di scenari che di firme. Un filo comune attraversa quasi tutti i discorsi: gli attaccanti. Saranno loro i protagonisti di questa sessione, e le storie più intricate portano i nomi di Marco Palestra, Dušan Vlahović e Moise Kean.
IL COLPO PIÙ INTRIGANTE - Il dossier più avvincente riguarda un esterno italiano. L'Inter lo vuole con una determinazione che va al di là dei normali equilibri negoziali — come racconta il pezzo che ci è pervenuto —, al punto che il presidente Giuseppe Marotta ne ha parlato pubblicamente nell'ultima intervista, tradendo quella regola aurea del mercato che impone di non mostrarsi troppo disponibili quando si corteggia un obiettivo. Ma la società nerazzurra ha scelto la strada della trasparenza, e quella scelta ha fruttato un risultato prezioso: convincere Palestra ad abbracciare il progetto interista, neutralizzando di fatto la concorrenza di grandi club come il Manchester City o il Newcastle. Il via libera del giocatore, tuttavia, non chiude l'affare. La Dea è una bottega cara, e la famiglia Percassi sa come resistere alle pressioni: lo ha già dimostrato a Marotta stesso nella vicenda Lookman di un anno fa. Il clima tra i due club è però diverso rispetto ad allora. L'Inter ha condotto la trattativa in modo lineare e la chiusura potrebbe arrivare intorno ai 45 milioni, magari con qualche bonus. Un'operazione che, per portata e caratteristiche, riecheggerebbe quella che portò Nicolò Barella dal Cagliari a Milano.
IL CASO VLAHOVIĆ - C'è poi la pagina amara di Torino. Dušan Vlahović lascia la Juventus e, al netto delle circostanze tecniche ed economiche che hanno prodotto la separazione, – come riflette l'autore del pezzo – quella dell'attaccante serbo è un'altra storia di un talento che non ha saputo governare in prima persona le proprie scelte. Chi ha conosciuto il giovane Vlahović ai tempi della Fiorentina ricorda un ragazzo pulito e appassionato, ma privo della tempra interiore che contraddistingue i campioni capaci di imporsi nei grandi club. Anche stavolta a decidere per lui sono stati altri. Eppure la materia umana non mancava: con Luciano Spalletti aveva costruito un rapporto di fiducia raro, trovando in lui il punto di riferimento di cui ha bisogno per esprimersi al meglio. Ora riparte da zero — più povero dal punto di vista umano, mentre altri, grazie a lui, si arricchiranno economicamente.
IL CONSIGLIO A DE LAURENTIIS - Chi sta valutando di acquistarlo farebbe bene a riflettere con attenzione. Il suggerimento che emerge dal ragionamento è chiaro: Aurelio De Laurentiis non dovrebbe cedere alla tentazione. Chi acquista Vlahović non porta a casa soltanto il centravanti, ma anche tutto ciò che gli ruota attorno. Una compagnia che, storicamente, ha complicato più che agevolato la sua carriera.
LA JUVE E IL REBUS DELL'ATTACCO - La Juventus deve però trovare un erede. Spalletti preferirebbe Alexander Sørloth a Randal Kolo Muani: il centravanti norvegese corrisponde meglio alle caratteristiche fisiche e tattiche che il tecnico toscano ricerca per far girare il suo calcio. Ma non sarà semplice, e il Comandante dovrà ragionare sulle possibilità reali del mercato. Sullo sfondo resta un altro rebus: quanto riusciranno a trovare una sintesi Damien Comolli e Spalletti? Il solo che potrebbe facilitare questo rapporto complicato, tenendo insieme visioni e principi non sempre coincidenti, è Giorgio Chiellini – come riflette il pezzo –. Ma il «Chiello» avrà davvero il peso necessario per obbligare i due a venirsi incontro, rinunciando ciascuno a qualcosa? La prossima stagione bianconera dipenderà in larga parte da questo equilibrio.
KEAN E LA SFIDA DI COMO - Chiudiamo con Moise Kean. La clausola rescissoria da 62 milioni inserita nel contratto con la Fiorentina resterà probabilmente lettera morta: a quelle cifre nessun club si farà avanti. Il suo valore reale oggi si colloca poco sopra la metà di quella soglia. Il giocatore vorrebbe restare in Italia, e un'ipotesi suggestiva lo porterebbe al Como, che ha bisogno di italiani di prima fascia per la Champions. In un'estate in cui ogni grande club sta cercando le ultime tessere per completare il mosaico, il profilo di Kean resta una delle variabili più imprevedibili. La domanda vera, però, non riguarda il talento: Cesc Fàbregas sarebbe disposto ad accettare la sfida che Kean porta con sé, tra campo e abitudini extracalcistiche? Se il tecnico spagnolo riuscisse a inquadrarlo, il Como avrebbe il centravanti giusto per la Champions e la Nazionale italiana avrebbe finalmente il bomber di cui ha disperato bisogno. Due obiettivi che, insieme, varrebbero da soli l'intera operazione.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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