Le parole scelte con cura, la diplomazia da grande navigatore del calcio italiano. Beppe Marotta era a Parma per la presentazione del calendario di Serie A, ma inevitabilmente la conferenza stampa è scivolata sul nome che in questo momento occupa più spazio del mercato nerazzurro estivo: Marco Palestra. Il presidente dell'Inter ha provato a ridimensionare l'hype, senza però chiudere alcuno sportello.
PALESTRA: «FASE PRELIMINARE» - «Palestra è un giocatore dell'Atalanta, un talento e sono contento per la nostra Nazionale, è sulla bocca di tutti» — ha esordito Marotta. Poi il tentativo di depotenziare la notizia: «Abbinarlo a noi forse è un po' troppo forzato, nel senso che noi abbiamo un'uscita in quel ruolo simile al suo, con Dumfries che si sta avvicinando al Real Madrid, ma diciamo che ad oggi siamo ancora in una fase preliminare per poter andare a chiudere l'operazione». La sostanza, però, è scritta nella frase che segue: «Palestra è un nominativo che farebbe piacere a tanti club europei tra cui noi». L'Inter offre Cocchi alla Dea per sbloccare la trattativa su Palestra, e il presidente non smentisce la direzione di marcia, si limita a non affrettarla.
CHIVU BLINDATO, MARTINEZ CONFERMATO - Su Cristian Chivu, l'annuncio è arrivato con naturalezza: «Intanto lui aveva un contratto con noi fino al 2027 e abbiamo raggiunto l'accordo che sarà ufficializzato nei prossimi giorni con felicità reciproca, dalla proprietà, da parte sua e da parte dei tifosi che ne hanno apprezzato qualità umane e professionali». Un prolungamento che sigilla il ciclo del tecnico romeno dopo una stagione da doppio titolo. Sul portiere Josep Martinez, Marotta non ha lasciato spazio all'interpretazione: «Sarà sicuro con noi dato che è un nostro portiere. Questa è competenza dell'allenatore. Rimarrà con noi sicuro». Nessuna apertura a cessioni, nessuna trattativa in corso: lo spagnolo è il titolare designato per la prossima stagione.
LA FILOSOFIA DEL CLUB - Marotta ha anche delineato la visione strategica che guida le scelte nerazzurre sul mercato, richiamando un modello ormai consolidato: «Andare ad individuare giovani importanti che possono crescere a livello patrimoniale e dare un contributo partendo sempre da una prerogativa. Lo zoccolo duro degli italiani riteniamo sia la prerogativa per poter tornare lontano». Una dichiarazione d'intenti che spiega perché Palestra — italiano, classe 2005, appena eletto miglior difensore della Serie A — risponda esattamente al profilo che l'Inter ricerca. Sul fronte ambizioni sportive, il presidente non si è tirato indietro: con Dumfries verso il Real Madrid, l'Inter punta tutto su Palestra e non accetta di ridimensionare le proprie ambizioni: «L'Inter è obbligata ogni volta in cui partecipa ad una competizione a raggiungere il massimo degli obiettivi».
LA RICOMPRA E IL FUTURO - In chiusura, Marotta ha toccato un'operazione di mercato recente senza svelare il nome del giocatore, ma con parole che ne tracciano il profilo con chiarezza: «Abbiamo fatto quest'operazione perché era quasi necessaria e dovuta. Quindi era una ricompra vera e propria: l'abbiamo esercitata perché ha fatto un grande campionato e una grande stagione anche in Champions League. È un giocatore che era importante tutelare da un punto di vista patrimoniale. Quello che succederà da un punto di vista concettuale lo vedremo più avanti. È prematuro ancora». Un asset da preservare, in attesa di capire il ruolo nel progetto futuro. L'Atalanta non ha fretta: 50 milioni o si parla con qualcun altro. La diplomazia di Marotta a Parma non ha spostato di un centimetro il muro di Bergamo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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