Un anno fa era ai margini di Zingonia, usato con il contagocce da un Gasperini che non gli concedeva quasi mai il campo da titolare nella posizione naturale, arrivando persino a negargli il prestito al Monza nel mercato di gennaio. Oggi Marco Palestra parla da Coverciano con la sicurezza di chi ha già vissuto una vita in dodici mesi: ventun anni, uno dei volti più riconoscibili della Nazionale sperimentale di Silvio Baldini in vista delle amichevoli contro Lussemburgo (domani ore 20.45) e Grecia (domenica ore 21), una stagione da protagonista assoluto al Cagliari alle spalle, e un mercato estivo che già orbita intorno al suo nome come attorno a pochi altri in Italia.
LE PAROLE DI UN CHE SA CHI È - Davanti ai giornalisti riuniti a Coverciano, Palestra ha scelto le parole con quella calma che appartiene solo a chi non ha niente da dimostrare. «Se mi sento pronto per un grande club? Mi sono sempre sentito pronto» ha esordito, levando ogni ambiguità dalla conversazione. Ha poi spiegato il percorso che lo ha portato fin qui: l'anno da titolare ha costruito fiducia ed esperienza, e tutto questo lo deve — parole sue — «al Cagliari e alla Nazionale». Sulla trattativa di mercato, elegante contropiede: «Ora mi concentro su queste due partite con l'Italia: dopo le vacanze ci sarà tempo per pensare ad altro. L'anno prossimo voglio migliorarmi e raggiungere obiettivi altissimi». Un programma, non una dichiarazione di intenti generica. Palestra è uno dei pochi azzurrini già con esperienza nella Nazionale maggiore: fu tra i pochi a salvarsi nella triste serata dell'eliminazione in Bosnia, nel playoff Mondiale perso dall'Italia.
LA LEZIONE DI ZAPPACOSTA E L'UNDER 23 - Palestra ha poi ripercorso il proprio cammino con lucidità. Sull'anno all'Atalanta prima del prestito: «Nell'Atalanta avevo davanti Davide Zappacosta, che è fortissimo, ed era il mio primo anno di A. Ho avuto comunque una crescita importante». Poi il passaggio in Under 23, che il ragazzo di Buccinasco considera fondamentale: «L'anno con l'Atalanta Under 23 è stato fondamentale: un passaggio giusto per il calcio professionistico, perché ti dà la possibilità di sbagliare». Un'analisi matura, capace di riconoscere il valore di ogni tappa anche quando non era quella desiderata. «Se un giovane è forte gioca» — la sua filosofia, tre parole che racchiudono un'intera visione del calcio.
IL BIVIO DELL'ATALANTA E L'OFFERTA INTER RESPINTA - L'Atalanta è a un bivio preciso: godersi finalmente un talento allevato in casa ma quasi mai visto davvero, oppure cederlo di fronte all'offerta giusta. La risposta arrivata ieri sera a Milano è stata inequivocabile — come ricostruisce L'Eco di Bergamo, che ha seguito da vicino l'evolversi della vicenda. L'Inter ha presentato una prima proposta da 40 milioni di euro più 5 di bonus: l'Atalanta ha risposto no. Ne vuole 50, punto. Il pressing di Marotta su Percassi è intenso, ma la Dea non abbassa la guardia sul suo prezzo. Il precedente di Lookman — quando Bergamo tenne duro e alla fine ottenne le condizioni volute — è ancora vivo nel ricordo della dirigenza nerazzurra, e racconta di una società che non tratta al ribasso nemmeno con i club amici.
LA FOLLA DEI PRETENDENTI E IL CASO DUMFRIES - L'Inter non è sola. Liverpool, Manchester City e Chelsea hanno tutte chiesto informazioni: Palestra è finito nei radar di quattro dei club più importanti della Premier League, il campionato più ricco del mondo. La corsa ha un'ulteriore variabile: la clausola rescissoria di Denzel Dumfries, esercitabile fino a metà luglio per 25 milioni, con il Real Madrid tra i club che valutano di sfruttarla. Se l'olandese lasciasse Milano, l'Inter avrebbe ancora più urgenza di chiudere in fretta per il suo sostituto naturale sulla fascia destra. Tutto si tiene, in un'estate in cui i tempi contano quanto le cifre.
L'ATALANTA CHE CAMBIA - Nel quadro generale della rivoluzione nerazzurra, la situazione di Palestra si inserisce come la più delicata e più pregiata. La cessione di Ederson al Manchester United è in dirittura d'arrivo e rappresenta la partenza definita. Palestra e gli altri big usciranno solo di fronte a condizioni precise: 50 milioni, non uno di meno, e la sensazione che il giocatore voglia davvero andare. Per ora, a Coverciano, Marco ha detto di pensare solo al Lussemburgo e alla Grecia. Il mercato aspetterà le vacanze.
Un anno fa era ai margini. Oggi fa scegliere a lui tra i club più grandi del mondo. Strana la vita, certo. Ma anche molto logica, se si fa il lavoro giusto.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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