Si chiude un'era. Tony D'Amico lascia l'Atalanta dopo quattro stagioni che hanno riscritto la storia del club nerazzurro sul mercato e nei bilanci, con la Roma che emerge come destinazione più concreta per la sua prossima avventura. Arrivato nell'estate del 2022 da outsider, D'Amico ha lavorato con la maggiore disponibilità economica che la Dea abbia mai garantito a un direttore sportivo, e l'ha usata con una combinazione di intuito e coraggio che difficilmente si dimentica. Il suo lascito è un palmares di operazioni costruito con metodo: acquisti mirati, cessioni redditizie, e in mezzo un'Europa League vinta a Dublino il 22 maggio 2024 che resterà nella storia di Bergamo. Il bilancio complessivo delle sue quattro stagioni è di plusvalenze nette superiori ai 400 milioni di euro. Un numero che, da solo, racconta tutto.
2022/23: LA STAGIONE DELLA RICOSTRUZIONE - Il primo mercato di D'Amico è stato il più complesso: rimpiazzare il meglio di una rosa già straordinaria senza perdere identità. I cinque acquisti principali — Ederson dalla Salernitana (22,9 milioni), Jérémie Boga dal Sassuolo (22 milioni), Meriḥ Demiral dalla Juventus (21 milioni), Rasmus Højlund dallo Sturm Graz (21 milioni) e Ademola Lookman dal Lipsia (16,1 milioni) — hanno tenuto alta l'asticella. In uscita, il colpo Romero al Tottenham per 53,8 milioni ha generato la prima grande plusvalenza dell'era D'Amico, accompagnato da Robin Gosens all'Inter (27,4 milioni), Andrea Colpani al Monza (11 milioni), Remo Freuler al Nottingham Forest (8,3 milioni) e Matteo Lovato alla Salernitana (7 milioni).
2023/24: L'ANNO DI HOJLUND E DEL RISCATTO DI DE KETELAERE - La stagione del capolavoro. In estate D'Amico porta a Bergamo El Bilal Touré dall'Almería (30,2 milioni), Gianluca Scamacca dal West Ham (28 milioni), Isak Hien dall'Hellas Verona (8,9 milioni), Mitchel Bakker dal Bayer Leverkusen (8,8 milioni) e Charles De Ketelaere in prestito oneroso (3 milioni). In uscita arriva la cessione dell'anno: Rasmus Højlund vola al Manchester United per 79,8 milioni di euro, una cifra record per un giocatore acquistato appena dodici mesi prima per 21. Nel mezzo, le cessioni di Boga al Nizza (17,5 milioni), Demiral all'Al Ahli (17 milioni), Joakim Mæhle al Wolfsburg (12,5 milioni) e Matteo Pessina al Monza (12 milioni). In quel mercato estivo D'Amico trasforma un investimento in una plusvalenza record e finanzia la stagione dell'Europa League.
2024/25: LA STAGIONE DEL DOPO-EUROPA LEAGUE E DEL DOPO-GASPERINI - Il mercato più delicato, quello delle grandi cessioni e dei grandi acquisti. Partono Teun Koopmeiners alla Juventus per 58,4 milioni — il più alto incasso della gestione D'Amico — Caleb Okoli al Leicester (14 milioni), Aleksey Miranchuk all'Atlanta (11,8 milioni), Nicolò Cambiaghi al Bologna (11 milioni) e Duván Zapata al Torino (8,6 milioni). In entrata: Mateo Retegui dal Genoa (24,5 milioni), Raoul Bellanova dal Torino (24,2 milioni), il riscatto di De Ketelaere (23,7 milioni), Daniel Maldini dal Monza (13 milioni) e Ben Godfrey dall'Everton (12,5 milioni). La stagione si chiude con la qualificazione alla Champions e l'addio di Gasperini: il cantiere è aperto.
2025/26: L'ULTIMA STAGIONE E LE CESSIONI CHE PESANO - l'ultima stagione di D'Amico si chiude con la cessione di Retegui all'Al Qadsiah per 61,8 milioni e quella di Lookman all'Atlético Madrid per 35 milioni: due operazioni che in uscita generano quasi 100 milioni. In entrata: Nikola Krstović dal Lecce (25 milioni), Giacomo Raspadori dall'Atlético Madrid (22 milioni), Odilon Kossounou dal Bayer Leverkusen (19,3 milioni), Kamaldeen Sulemana dal Southampton (17,5 milioni) e Nicola Zalewski dall'Inter (17,5 milioni). Non tutti i colpi hanno funzionato come sperato, ma il bilancio finale è positivo: l'Atalanta era in Conference League, non in B.
IL FUTURO: D'AMICO VERSO ROMA, GIUNTOLI PRENDE LA SCRIVANIA - accanto all'arrivo di Sarri sulla panchina nerazzurra, la destinazione più concreta per Tony D'Amico sembra essere la Roma, dove potrebbe prendere il timone dell'area tecnica giallorossa dopo l'addio di Cristiano Giuntoli — in arrivo a Bergamo come successore dello stesso D'Amico. Un passaggio di testimone tra due dei dirigenti più brillanti del calcio italiano degli ultimi anni, che lavorando insieme in direzione opposta potrebbero costruire i rispettivi progetti migliori. Bergamo saluta un artefice. Roma potrebbe accoglierlo.
Quattro anni, venti acquisti principali, venti cessioni principali, un'Europa League. Tony D'Amico lascia Bergamo con la coscienza pulita di chi ha lavorato bene. Il resto, lo dirà il tempo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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