Una vittoria dai due volti, costruita sul dominio iniziale e blindata dalla sofferenza finale. Paolo Condò, dagli studi di Sky Sport, offre una lettura lucida del 2-0 con cui l'Atalanta ha superato il Torino. Se il risultato sorride agli uomini di Palladino, l'analisi del giornalista mette in evidenza come la partita sia stata tutt'altro che una passeggiata, sottolineando il ruolo decisivo di Carnesecchi nel momento di massima pressione granata. Un successo che, però, certifica il definitivo cambio di passo in campionato e lancia la Dea all'inseguimento delle posizioni che contano. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Il tabellino recita 2-0, ma lo svolgimento del match è stato complesso. Come valuti la gestione della partita da parte dell'Atalanta nell'arco dei novanta minuti? 
«La partita ha avuto due facce ben distinte, ti direi quasi che si è giocato un tempo a testa. Nella prima frazione abbiamo visto un dominio netto dell'Atalanta, che ha espresso un ottimo calcio ma ha avuto la grande colpa di concretizzare troppo poco, segnando soltanto un gol a fronte di molte occasioni create. Nella ripresa, invece, lo scenario è cambiato: il Torino ha avuto una reazione importante, creando pericoli con diverse folate offensive. Il 2-0 finale è arrivato solo all'ultimo secondo con il contropiede di Pasalic, ma bisogna essere onesti: se il Torino avesse pareggiato, ci sarebbe stata una logica nel risultato, visto quanto prodotto nel secondo tempo».

Hai parlato di un Torino pericoloso nella ripresa. Quanto ha inciso la prestazione difensiva e, in particolare, quella di Marco Carnesecchi per blindare i tre punti?
«Ha inciso in maniera determinante. C'è stato un momento chiave in cui Leone si è trovato praticamente da solo davanti alla porta, e lì Carnesecchi è stato bravissimo a uscire e chiudere lo specchio. In studio ci stavamo dicendo proprio questo: tutto sommato, il portiere nerazzurro potrebbe essere stato il migliore in campo questa sera. Ha tenuto a galla il vantaggio quando il Toro spingeva, trascinato anche da un Simeone che, come dicevamo nell'intervallo, è stato sicuramente l'elemento più insidioso degli avversari».

Terza vittoria consecutiva dopo quelle con Roma e Bologna. Cosa ci dice questa striscia positiva sulle ambizioni di classifica dell'Atalanta?
«Ci dice che l'Atalanta sta andando forte, non c'è dubbio. Non succedeva da maggio scorso di inanellare una serie di vittorie così importante contro avversarie di livello come Roma, Bologna e ora Torino. La Dea sale a 31 punti, portandosi a meno tre dal Como. Uso questa immagine: l'Atalanta è come quel famoso ciclista che sta recuperando sul gruppo di testa con una pedalata potente. È vero che il Como ha una gara da recuperare, ma dovrà giocarla contro il Milan, una squadra che finora ha perso solo una volta. Quindi non è una partita banale; le distanze potrebbero rimanere queste o variare di poco. L'Atalanta ha messo nel mirino non solo la Conference League, che sarebbe la sua attuale dimensione di classifica, ma anche un posto in Europa League».

L'analisi di Condò fotografa un momento cruciale: l'Atalanta ha imparato a soffrire e a vincere anche quando non domina per novanta minuti. Con un Carnesecchi in formato "saracinesca" e una continuità di risultati ritrovata, la scalata alla zona nobile della classifica non è più solo un'ipotesi, ma una solida realtà.

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Sezione: Interviste / Data: Sab 10 gennaio 2026 alle 23:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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